Questo è già il quinto Natale che passo in Libano, nella mia nuova terra. Non mi pare vero. Sarà per questo che, quando ripenso a tutti quelli precedenti, a cos’era stato il Natale nella mia vita, mi vengono in mente delle immagini un po’ sbiadite e delle sensazioni lontanissime. Sembra passato un secolo e ho quasi l'impressione di trovare in me la rassegnazione di chi sa che quelle sensazioni non torneranno più. Chissà se mi capiterà ancora di trascorrere un Natale in Sicilia. Una parte di me lo desidera, perché, adesso che la mia vita si è arricchita di amore, sarebbe ancor più bello. Ma, in verità, vorrei conservare nel mio cuore il ricordo dolcissimo di un tempo spensierato e conclusosi , quello della mia infanzia e della mia giovinezza. Il calore della nonna, dei miei genitori e dei miei fratelli, degli zii e dei cugini. Le decorazioni sempre diverse ed originali della zia Teresa. Le serate tutti insieme a ridere, giocare e mangiare dolciumi. Gli indimenticabili cabaret di mio cugino Vincenzo e mio zio Checco, che fanno il banco a “bagarà”. Quell’aria freddissima per le strade ed i bar pieni di gente allegra che ha voglia di festeggiare, di godersi i giorni di vacanza e di ritrovarsi. E, in sottofondo, sempre le radio che cantano e chiacchierano.
Era abitudine, ogni anno, nei pomeriggi natalizi, subito dopo pranzo, andare a fare delle gelide passeggiate su per i Nebrodi, insieme a mio papà e mio fratello Filippo. Avevamo cominciato per fare scuola guida, ma poi si è consolidato come rito natalizio. Ogni pomeriggio sceglievamo un paesino diverso dove fare quattro passi e bere un caffè. I paesini nebroidensi sono bellissimi, soprattutto di notte, quando sembrano dei presepi, ma sempre piuttosto desolati. Anche lì i bar erano sempre pieni, ma quasi esclusivamente di vecchietti che giocavano a carte. Dopo un po’ mi sentivo mancare il respiro, avevo bisogno di ritornare nel mio elemento. Una volta arrivati di nuovo a Capo d’Orlando mi sembrava di essere a New York, l’aria diventava più tiepida e aveva ancora sapore di sale...
Qui a Beirut il Natale è un’altra storia…
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