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martedì 13 marzo 2012
Ingredienti di felicità (part 3). L' universo. The universe.
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lunedì 5 marzo 2012
L'arte di raccontare storie. The art of telling stories.
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Un pomeriggio, Ilaria, la mia bimba di quasi tre anni, ha cominciato a raccontarmi una storia. Una di quelle fatte di re, principesse, maghi, piedi, elefanti e un sacco di altre strane cose. Non era la prima volta. Ma, in quel pomeriggio era presente anche Leonardo, il suo fratellino di quattro anni che, incuriosito, l’ha ascoltata per un po’. Poi, però, ha voluto provarci anche lui. Ne è venuto fuori, anche questa volta, qualcosa di incredibile. A metà tra un racconto ed un sogno. Qualcosa di bizzarro come il paese delle meraviglie di Alice.
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mercoledì 18 gennaio 2012
Le candide cime innevate.
Dopo una pausa durata tre anni, quest’anno abbiamo voluto riassaporare la magia delle candide cime innevate. Avevamo interrotto in seguito all’ ampliamento della nostra famiglia. La nostra vita era già diventata abbastanza movimentata, non era il caso di complicarla ulteriormente. Anzi, era meglio cercare di semplificare, ove possibile.
venerdì 16 dicembre 2011
La natura: un balsamo per il corpo e per lo spirito dei nostri bimbi.
Il fatto che io vi racconti spesso delle nostre immersioni nella natura, cercando di farvi percepire la sua maestosità ed il suo incanto senza pari, non deriva solo dal gusto di parlarvi di qualcosa di bello. Lo faccio, anche e soprattutto, per trasmettervi un messaggio in cui credo fortemente. Qualcosa che ho provato sulla mia stessa pelle e di cui sono sempre stata convinta. E che, in seguito alle letture dell’ultimo periodo (come vi raccontavo qui), ho avuto modo di approfondire.
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mercoledì 14 dicembre 2011
Sulla montagna libanese arriva l'inverno.
Dopo una settimana senza sosta, durante lo scorso fine settimana non potevamo rinunciare a goderci la nostra calma e tranquillità familiare, lasciandoci avvolgere dalle silenziose montagne libanesi. Il freddo era già pungente la settimana prima, ma tutto, intorno a noi, faceva pensare ad una raggiante fine d’autunno.
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venerdì 9 dicembre 2011
Le streghe si preparano al Natale.
La stagione delle piogge è ufficialmente cominciata, anche se, quello dove vivo è un paese molto speciale. Il sole non si fa mai desiderare troppo, da queste parti. Riscalda il cuore e l’umore di questo popolo costretto a vivere in una perenne incertezza.
Tuttavia, anche qui in Libano esiste una stagione meno bella delle altre. Ma, io e quelle streghe delle mie amiche, non ce ne accorgiamo neanche: siamo davvero brave ad ottimizzare le nostre giornate, alternando delle rumorose riunioni in casa, alle calde mattinate sotto il sole. Si tratta di veri e propri riti, ormai.
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lunedì 5 dicembre 2011
Consuetudini natalizie e incantevoli novità.
Qui a Beirut le belle giornate si susseguono una dietro l’altra. Come una lunga primavera che dura tutto l’anno. Questa, forse, è l’unica ragione che non mi fa desiderare di trascorrere le feste in Italia. Altrimenti lo desidererei moltissimo, dopo cinque anni consecutivi che le passo in Libano.
giovedì 3 novembre 2011
Come organizzare i vostri pomeriggi tra streghe e marmocchi.
Dita di strega, vermi fluorescenti, dentiere, topi e fantasmini. Il menù del nostro pomeriggio di festa lo definirei interessante e variegato.
Io ho preferito dedicarmi alle pozioni da bere (qualcosa di molto irresistibile, di cui certamente vi parlerò presto), mentre quelle streghe delle mie amiche hanno sfornato queste meraviglie:
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martedì 20 settembre 2011
La nostra seconda estate.
Vorrei tanto riuscire a trovare il tempo per scrivere di più. Per raccontarvi tutte le cose meravigliose che mi colpiscono, le scene buffe che mi divertono o anche solo per chiacchierare e riflettere insieme a voi su questa cosa misteriosa, affascinante e bellissima che è la vita.
Purtroppo, però, non ci riesco. Almeno per ora. Siamo ancora in pieno clima vacanziero ed io faccio una gran fatica a rubare qualche momento solo per me, per stare da sola, qui, a raccontarvi un po’.
lunedì 6 giugno 2011
Jacuzzi con vista.
Ho capito cosa voglio dalla vita: una jacuzzi. Proprio qui, in questo punto. Una jacuzzi con vista sulla natura meravigliosa e sulla bellissima e antica casa in stile arabo dei nostri vicini.
Nel frattempo, visto che la nostra casa non è ancora del tutto finita, quindi pensare agli accessori esterni sarebbe pura follia, ci siamo organizzati come abbiamo potuto. E, con un po’ di fantasia, questa piscinetta gonfiabile si è trasformata nella vasca dei sogni. Per dire la verità, ad immergercisi insieme a quei due pesciolini, l’effetto globale non è molto diverso.
Erano talmente eccitati e divertiti che mi hanno fatto letteralmente capitombolare dalle risate. Quell’acqua bolliva e ribolliva come se fosse stata una vera e incantevole sorgente vulcanica di paradisi lontani. Ed i suoi magici effetti terapeutici agivano miracolosamente su ogni parte di me: il corpo, il cuore e l’anima. L’acqua massaggiava il corpo, le risate allegre e dolcissime dei mie bimbi mi accarezzavano il cuore e il paesaggio coccolava la mia mente.
Riuscite a percepire quell’aria, così pura e cristallina, riscaldata dall’immenso fuoco dell’amore? E quel profumo così misterioso e antico che ci circonda?
venerdì 13 maggio 2011
Amiche e libri all' aroma di caffè.
I libri hanno giocato un ruolo importantissimo nella mia vita. Sono una delle mie più grandi passioni. Le letture e gli studi fatti fin ora hanno nutrito e arricchito la mia anima, facendomi sognare, viaggiare, conoscere e riflettere. Ma anche incuriosendomi e stimolandomi a scoprire sempre di più. Non sarei la persona che sono senza i libri. Per questa ragione è un argomento che non posso non trattare anche qui.
Con le mie amiche Daniela e Debora, italianissime, ma che, come me, sono venute a vivere qui in Libano per amore, è una passione comune. Ognuna di noi è riuscita a creare, nel corso degli anni e dei viaggi in Italia, una piccola biblioteca personale. Ci divertiamo a scambiarci i nostri libri preferiti e a parlarne con grande amore. Ad ogni viaggio per l’Italia ci mettiamo d’accordo, ognuna sceglie quelli che le piacciono di più, cercando di evitare i doppioni. Perché la carta pesa e, trasportarla costa fatica e denaro. Certo, potremmo leggere anche in inglese o in francese, ma il piacere che ti dà leggere nella tua lingua madre è tutta un’altra cosa. E così, ogni volta che ci incontriamo per i nostri pomeriggi all’aroma di caffè, arriviamo con le borse piene di libri letti, da suggerire con ardore alle altre.
L’idea di coinvolgere anche voi nel nostro piccolo angolo dedicato alla lettura è nata spontaneamente. Perché , lo sapete, ogni libro contiene un intero universo. E’ sconfinato. Cambia in base a chi lo legge. Dentro ogni libro possiamo riversare la nostra fantasia, il nostro stato d’animo, la nostra sensibilità. Vi è mai capitato di leggere lo stesso libro in periodi diversi della vostra vita e riceverne emozioni differenti? A me tantissime volte. Così come ci è capitato diverse volte di essere colpite in maniera differente da uno stesso libro.
Vi va di giocare insieme con noi?
L’idea è quella di raccontarvi qualcuno tra i libri che ho amato di più, le emozioni che mi ha procurato, ma soprattutto sentire anche le vostre. Ho pensato di catalogare i libri di cui vi parlerò, in base a ciò che scatenano dentro di me: emozioni, sensazioni, desideri, sogni… Perché i libri che mi piacciono, mi lasciano sempre qualcosa dentro.
Curiosi di sapere quale sarà il primo libro che ho scelto?
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venerdì 15 aprile 2011
Amiche, bimbi e passeggiate primaverili.
Dopo la tempesta iniziale, un allegro arcobaleno è comparso lungo il mio cammino, riportando in me la persona che ero sempre stata, anzi, forse migliore. Meravigliose amiche sono entrate nella mia vita, una dopo l’altra. Con qualcuna abbiamo percorso insieme solo un breve tratto, prima di doverci dolorosamente separare (e qui approfitto per mandare loro un immenso abbraccio, visto che mi leggono sempre con affetto da lontano: Graziella, Maria e Clo :-*****) altre sono ancora qui, vicino a me e mi auguro che ci restino per sempre.
Quest’anno, al mio rientro in Libano dopo le vacanze estive trascorse in Italia, un altro inaspettato regalo mi attendeva. Una nuova, fantastica amica, proprio qui, vicina vicina, con due bimbi approssimativamente della stessa età dei miei e matta quasi quanto me. Inutile dire che siamo diventate praticamente inseparabili.
L’ultima missione che ci siamo inventate, approfittando della bella stagione, è quella di andare alla scoperta di nuovi posti all’aria aperta dove portare i nostri piccolini, che ancora non frequentano l’asilo e sono sempre insieme a noi.
Così, come due nuove Thelma e Louise in versione mamma, a bordo delle nostre jeeppone, ci lanciamo in avventurosi viaggi sulle colline circostanti, ammirando l’incredibile bellezza di questa terra. La natura rigogliosa, le fresche vallate, le alte montagne, i panorami mozzafiato sul blu del Mediterraneo e sulla grande Beirut. Scopriamo angoli sempre nuovi e inaspettati dove respirare aria meravigliosamente pura, ridere, correre e giocare.
Del resto, questo è quello che, tante volte, avevo sognato di fare. Quando ancora abitavo in quell’altra incantevole terra dove sono nata, la Sicilia , ogni giorno, mentre andavo a lavorare, a bordo della mia Smart, fantasticavo di tirare dritto, infilarmi in campagna, buttarmi sotto un albero a mangiare un panino e bere birra, godendo dell’immensa bellezza che mi circondava. Quale occasione migliore di questa per farlo, se non insieme ai bambini che riempiono l’aria di risate e ad un’amica con la mente libera come la mia?
Ieri, nel nostro girovagare, abbiamo scoperto un convento che, maestoso, si erge sulla nostra collinetta e si affaccia come una terrazza su tutta Beirut e sull’immensità del Mar Mediterraneo. Abbiamo passeggiato, mangiucchiato, giocato, corso e respirato un’immensa pace.
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martedì 12 aprile 2011
Incontri tra mamme: un'idea geniale.
Vi ho già detto quanto sia stato difficile il mio esordio da mamma in Medio Oriente, quando vi ho parlato delle mamme libanesi.
Ero arriivata da poco in questo paese e ancora non avevo incontrato le meravigliose amiche che ho adesso. Mi sono sentita sola. Avrei avuto bisogno di qualche amica con cui parlare. Soprattutto, sognavo di poter condividere questo momento di passaggio con qualcuno che stesse provando le stesse sensazioni contrastanti che provavo io. Che avesse le mie stesse esigenze ed i miei stessi dubbi. Con qualcuno che stesse provando la stessa immensa gioia. Pura utopia.
La maternità, in questo paese viene affrontata in modo decisamente diverso. La neomamma che si trova in mezzo a quel vortice di emozioni e non ne capisce il perché, difficilmente lo racconterà a qualcuno. Quindi, con scarsa probabilità andrà alla ricerca di qualcuno per confrontarsi.
Per non parlare della difficoltà oggettiva di trovarsi fisicamente a contatto con altre mamme. Come vi spiegavo, normalmente, in questo paese, non sono le mamme che portano i bimbi a giocare, ma le tate, mentre loro bevono tranquillamente il loro caffè. Non avevo proprio speranze.
In queste foto potete osservare le tate straniere al lavoro. Delle mamme neanche l'ombra!! Qualcosa, però, sta cambiando. Un vento caldo che arriva da lontano ha cominciato a soffiare. E, ancora una volta, è stato possibile grazie a quello strumento rivoluzionario e grandioso che è internet.
Pochi giorni fa, su facebook, i miei occhi si sono posati su una di quelle pubblicità di pagine che si trovano sulla colonna a destra della home page: Beirut baby mama. Incuriosita, ci ho cliccato sopra e ho scoperto una comunità di mamme straniere, ma anche libanesi, che settimanalmnte creano degli incontri per lasciare i bimbi giocare in posti a misura di bambino e per poter avere la possibilità di condividere le proprie emozioni. Caffè, passeggiate, pic-nic, gite, seminari. Non credevo ai miei occhi. Confesso che mi sono anche un po’ arrabbiata. Quando ne avrei avuto più bisogno, i social network non avevano ancora vissuto il loro boom.
Così ieri mattina ho partecipato anch’io ad uno di questi incontri. E’ stato bello. Eravamo solo 6 (con altrettanti piccoletti) international mums: una inglese, un’irlandese, due americane, una svizzera ed io. Storie diverse, vite diverse, aspirazioni diverse. Ma un filo invisibile ci legava tutte.
Lo rifaremo. Prestissimo. E ve lo racconterò, in modo che sia da esempio per tutti. Si tratta di qualcosa veramente semplice che è possibile proporre in tutte le città e in tutti i piccoli centri. Qualcosa può cambiare, mamme, datevi da fare!
Ci siamo incontrate in questo bellissimo caffè: il Ceramic Lounge. Hanno grandi tavoli con tantissimi pennelli di tutte le dimensioni per far sbizzarrire i bambini pitturando le proprie ceramiche: tazze, piatti, oggettini. E, per i più piccini, un tappeto con tanti giocattoli.
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lunedì 4 aprile 2011
Le cose semplici che amiamo, mentre aspettiamo di realizzare un sogno...
Da quando vi ho parlato della nostra casetta in montagna, purtroppo i lavori si sono fermati un’altra volta. Ormai manca veramente poco, solo qualche rifinitura. Ma, fintantochè non sarà davvero tutto perfetto, non si può pensare di pulire e iniziare a sistemarla. Non vedo l’ora. Questa attesa mi ha stancato e poi desidero tantissimo mostrarvela. La considero una mia creatura. Ho scelto tutto io, nei limiti del possibile, naturalmente. Ormai lo sapete che sono strana, non ho voluto che si intromettesse nessuno. Mi piaceva l’idea che fosse proprio come piace a me. Volevo vedere che cosa sarei stata capace di fare, che cosa ne sarebbe venuto fuori. Tant’è vero che ho fatto un bagno che sembra la pista di una discoteca e una cucina che solo una sballata come me poteva azzardarsi a concepirla!
Mentre continuiamo a sognare il momento in cui finalmente potremo innaffiarla di champagne, non rinunciamo ai nostri piccoli piaceri. Vi dicevo che qui i villaggi non sembrano villaggi. Nel senso che non troverete mai una piazza con la chiesetta, il suo bar e la gente che chiacchiera e passeggia. Qui il concetto di piazza non esiste e le passeggiate non sanno proprio cosa siano. Di conseguenza, per fare quattro chiacchiere ci si scambiano visite. Ci si siede nel salotto buono, si mangiucchia e si beve di tutto a casaccio, dalla frutta ai dolci, dalle noccioline ai biscotti, dal wiskey al caffè e, così, passano le giornate.
Quando ce ne andiamo a fare le nostre passeggiate in mezzo ai profumi, nel silenzio abissale della nostra montagna, siamo sempre completamente soli. Può capitare di incrociare qualche macchina a tutta velocità (purtroppo), o qualcuno che va a fare una visita. All’inizio mi sembrava assurdo, ora mi sono abituata e, in fin dei conti, ce la spassiamo lo stesso. Ieri per esempio abbiamo raggiunto la chiesetta del paesino. Leonardo mi trascina sempre li, la adora. Ne è affascinato e poi, detto sinceramente, ha qualcosa che attrarrebbe qualsiasi bambino. Come nelle chiese dei villaggi di una volta, le campane, qui, vengono suonate a mano. Ci sono due lunghissime corde che pendono vicino all’ingresso principale e lui starebbe li delle ore solo per tirarle giù all’infinito, nella speranza che, prima o poi, riesca a sentirne il suono, grazie ai suoi sforzi erculei.
Io trovo che le scritte in arabo sul campanile di una chiesetta siano davvero incredibilmente suggestive...
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