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lunedì 9 gennaio 2012

Streghe, befane o mamme del parco?


  
  Il fatto che il Libano sia un paese multiconfessionale, comporta che il numero delle feste religiose sia veramente elevato. Talmente elevato che la sua gestione da parte dei privati, i quali non possono permettersi chiusure così frequenti, a differenza di scuole e uffici pubblici, è diventata praticamente arbitraria. Ognuno si gestisce come meglio crede. E quindi, chi non vuole perdere clienti che, eventualmente, potrebbero decidere di rivolgersi al concorrente con diverso credo religioso, nel dubbio, lavora praticamente sempre.

   Mio marito fa parte di questa categoria. Per fortuna, anche i mariti di quelle streghe delle mie amiche.

lunedì 28 novembre 2011

Una mamma a Beirut.


   Cari amici, lasciatemi divagare un attimo dal tema delle nostre ultime chiacchierate per rendervi partecipi di una grandissima conquista per noi italiane a Beirut.

   Probabilmente vi avevo già parlato delle mie iniziali difficoltà di inserimento in questo paese. Il fatto di esserci arrivata in quanto moglie ha reso tutto più complicato. Credo che si tratti di un problema che accomuna la maggior parte delle donne che, coraggiosamente, sceglie di seguire il proprio marito, non solo all’estero, ma spesso anche in un’altra località dello stesso paese. Spesso si sottovalutano gli sforzi che una scelta di questo genere implica. Dovrebbe essere facile, invece, intuire che, quando non si ha un’attività concreta da svolgere in autonomia, che sia lo studio o il lavoro, le occasioni per socializzare si restringono parecchio.

martedì 12 aprile 2011

Incontri tra mamme: un'idea geniale.

  
   Vi ho già detto quanto sia stato difficile il mio esordio da mamma in Medio Oriente, quando vi ho parlato delle mamme libanesi.
   Ero arriivata da poco in questo paese e ancora non avevo incontrato le meravigliose amiche che ho adesso. Mi sono sentita sola. Avrei avuto bisogno di qualche amica con cui parlare. Soprattutto, sognavo di poter condividere questo momento di passaggio con qualcuno che stesse provando le stesse sensazioni contrastanti che provavo io. Che avesse le mie stesse esigenze ed i miei stessi dubbi. Con qualcuno che stesse provando la stessa immensa gioia. Pura utopia.
   La maternità, in questo paese viene affrontata in modo decisamente diverso. La neomamma che si trova in mezzo a quel vortice di emozioni e non  ne capisce il perché, difficilmente lo racconterà a qualcuno. Quindi, con scarsa probabilità andrà alla ricerca di qualcuno per confrontarsi.  
   Per non parlare della difficoltà oggettiva di trovarsi fisicamente a contatto con altre mamme. Come vi spiegavo, normalmente, in questo paese,  non sono le mamme che portano i bimbi a giocare, ma le tate, mentre loro bevono tranquillamente il loro caffè. Non avevo proprio speranze.
In queste foto potete osservare le tate straniere al lavoro. Delle mamme neanche l'ombra!!

   Qualcosa, però, sta cambiando. Un vento caldo che arriva da lontano ha cominciato a soffiare. E, ancora una volta, è stato possibile grazie a quello strumento rivoluzionario e grandioso che è internet.
   Pochi giorni fa, su facebook, i miei occhi si sono posati su una di quelle pubblicità di pagine che si trovano sulla colonna a destra della home page: Beirut baby mama. Incuriosita, ci ho cliccato sopra e ho scoperto una comunità di mamme straniere, ma anche libanesi, che settimanalmnte creano degli incontri per lasciare i bimbi giocare in posti  a misura di bambino  e per poter avere la possibilità di condividere le proprie emozioni. Caffè, passeggiate, pic-nic, gite, seminari. Non credevo ai miei occhi. Confesso che mi sono anche un po’ arrabbiata. Quando ne avrei avuto più bisogno, i social network non avevano ancora vissuto il loro boom.
   Così ieri mattina ho partecipato anch’io ad uno di questi incontri. E’ stato bello. Eravamo solo 6 (con altrettanti piccoletti) international mums: una inglese, un’irlandese, due americane, una svizzera ed io. Storie diverse, vite diverse, aspirazioni diverse. Ma un filo invisibile ci legava tutte.
Lo rifaremo. Prestissimo. E ve lo racconterò, in modo che sia da esempio per tutti. Si tratta di qualcosa veramente semplice che è possibile proporre in tutte le città e in tutti i piccoli centri. Qualcosa può cambiare, mamme, datevi da fare!

   Ci siamo incontrate in questo bellissimo caffè:  il Ceramic Lounge. Hanno grandi tavoli con tantissimi pennelli di tutte le dimensioni per far sbizzarrire i bambini pitturando le proprie ceramiche: tazze, piatti, oggettini. E, per i più piccini, un tappeto con tanti giocattoli.