All’inizio del mio percorso universitario, mi ero indirizzata verso le scienze pedagogiche. Più leggevo, ascoltavo, studiavo e approfondivo e più ne rimanevo affascinata e coinvolta. Ragionavo sui pochi bambini che popolavano la mia vita a quell’epoca e cercavo di applicare quanto apprendevo alla realtà.
Ammetto che non riuscivo a non pensare ai figli che vedevo già come una certezza nel mio futuro. Immagazzinavo, archiviavo dentro qualche scomparto della mia mente, tutto ciò che mi colpiva di più, immaginando che tipo di madre sarei stata, ragionando su come avrei voluto crescere i miei figli, su cosa sarebbe stato meglio per loro, ma soprattutto su quale potesse essere il percorso migliore per renderli persone libere e felici.
