Visualizzazione post con etichetta vivere all'estero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vivere all'estero. Mostra tutti i post

martedì 3 aprile 2012

My Beirut by night.


   Sabato sera, dopo aver preparato le nostre candeline per la funzione dell’indomani, Pierre ed io abbiamo lasciato i nostri bimbi a proseguire la loro serata dai nonni e ci siamo concessi un’uscita da soli. Siamo andati in centro a Beirut.

lunedì 26 marzo 2012

Un'italiana all'estero e il cibo.


   Un’ italiana che ha deciso di mollare tutto e trasferire la propria vita, le proprie forze, le proprie cose  e il proprio corpo in un paese straniero, deve convivere con un’insoddisfazione perenne. Delle voglie, in tutto e per tutto identiche a quelle delle donne incinte, l’accompagnano, giorno dopo giorno, insieme alla speranza di poter riprovare quel piacere succulento in qualcuno dei tanti ristoranti italiani che popolano la città. 

giovedì 12 gennaio 2012

Un inizio insolito: il nostro Capodanno.


   È iniziato silenziosamente. Senza botti, spari, fuochi, urla, musica assordante. Come un soffio di vento che, nel cuore della notte, scuote delicatamente gli alti alberi delle montagne e ne accarezza le fronde per farle mormorare. Come un soffio di vento che corre spericolatamente nelle immensità del cielo, libero e felice, senza ostacoli con i quali scontrarsi per continuare la sua corsa verso l’infinito.

venerdì 11 novembre 2011

Un compleanno per caso.


   Qualche giorno fa ricorreva il mio compleanno. In molti ne eravate a conoscenza e mi avete letteralmente e amorevolmente subissata di auguri, attraverso tutti i mezzi possibili e immaginabili.
   Ogni augurio ricevuto ha avuto su di me l’effetto di una potente onda d’affetto. Mi ha travolto con la sua forza e mi ha trasmesso quella tonificante sensazione di freschezza e bellezza assoluta. Tutti, nessuno escluso. Quelli delle persone a me più vicine e persino quelli del tutto inaspettati, arrivati per caso.

martedì 10 maggio 2011

Festa della mamma a sorpresa!

   Il Libano è uno dei pochi paesi al mondo in cui, domenica scorsa, non si sia festeggiata la festa della mamma. Qui, questa ricorrenza, viene celebrata il 21 di marzo, il primo giorno della primavera.  Che per me è stato un giorno indimenticabile (leggete qui).
   Tuttavia, nella mia mente e nella mia memoria, questa festa è legata indissolubilmente alla prima domenica di maggio. Ieri mattina, con questi pensieri in testa, mi ero lasciata pizzicare dalla nostalgia. Che ci volete fare, io sono una nostalgica, lo sono sempre stata, tutta la vita, persino da bambina. Sarà che amo talmente tanto la vita, ogni suo attimo, ogni sua improvvisata, ogni suo regalo, che riesco ad avere nostalgia di qualsiasi cosa. Di tutti i periodi della mia vita c’è qualcosa che un po’ mi manca. E così, questo sentimento così pungente, ma contemporaneamente dolcissimo, non mi lascia mai. In alcuni momenti si acuisce. Quello era uno di quei momenti.
   Mi sembrava di impazzire senza il contatto con il mio elemento, l’unico che avrebbe potuto esorcizzare la mia nostalgia. Acqua e sabbia. Sapore salato, profumo iodato. Il blu mi oscurava la vista. Però…


   Però, bisognava risvegliarsi. Dovevo cercare di non ascoltare il richiamo irrestitibile che mi bombordava il cervello e pensare ad altro. Essere mamma è anche questo. Riuscire a posticipare qualcosa, senza troppa pena, senza piagnucolare, ma con la sicurezza che ne vale la pena. E poi ho detto posticipare, non cancellare.
   Non era la giornata giusta per portare i bimbi al mare, con tutto quel vento. L’alternativa era, comunque, decisamente allettante: una scampagnata in famiglia.
E a me basta poco per non pensarci più e ritrovare il sorriso.

   Non immaginavo che pure una divertente sorpresa mi avrebbe coccolato. Sapete perché? Perché è straordinario il fatto che, a volte, l’amicizia, insieme con quel sentimento di incondizionata solidarietà verso coloro che sappiamo vivere situazioni e sentimenti simili ai nostri, e che si instaura dentro ognuno di noi nel momento stesso in cui lasciamo la nostra terra, può portare a gesti di sconfinata generosità o anche, semplicemente, di sincero affetto.

   E così, due dolci amiche e mamme italiane, con tanta voglia di festeggiare a modo nostro, sono passate dalla pasticceria e, in seguito ad una serie di telefonate in codice con Pierre, sgommando e strombazzando, sono sbucate da dietro l’angolo, con le loro famiglie e i loro sorrisi.


Una torta ciascuna, però, che idea! J