giovedì 7 giugno 2012

Notte di misticismo.


   Prima della fine del mese di maggio, come ogni anno, ci siamo riservati una serata per andare in uno dei luoghi più mistici del Libano, che pur essendo un paese molto piccolo, ne è pieno.

   Il santuario della Madonna di Harissa si trova su un promontorio dal quale una vista mozzafiato abbraccia sia la città di Jounieh che quella di Beirut. I libanesi sono molto devoti alla Santa Vergine e non mancano mai l’appuntamento annuale con il pellegrinaggio del mese mariano.



   Anche io, ormai, non potrei farne a meno. Vi sembrerà strano, ma mi si accende dentro una fiamma improvvisa, profumata come un olio sacro, che mi fa desiderare fortissimamente di trovarmi ancora in quei luoghi, a respirare quell’aria così limpida, ma così carica d’amore e spiritualità. È quasi un bisogno fisico. Questo è già il sesto anno. Sei anelli. Non ne ho saltato uno.
   Questa volta, però, ho vissuto un’esperienza ancora più stupefacente.

   Quando abbiamo cominciato ad inerpicarci su per la montagna, comodamente seduti in macchina, abbiamo subito notato tanti pellegrini che si erano appena incamminati per raggiungere il santuario. Man mano che andavamo su, il flusso di gente diveniva sempre più abbondante. Come un fiume che dalla vetta più alta, arriva in mare. Donne, uomini e persino qualche bambino. Quasi tutti di origine srilankese, sorridenti, felici, entusiasti. Alcuni a piedi scalzi, altri con in mano un fiore da offrire a Maria.

   Arrivati su, la compostezza della folla appariva surreale e il profumo di fiori e incensi ci ha investito e inebriato. Un tappeto di devoti, migliaia di candele, di rose e di gardenie.


   La statua della Vergine era completamente ricoperta di fiori. Talmente tanti che cadevano giù da tutti i lati e Ilaria si divertiva a raccoglierli, odorarli e adornarsi anche lei.

   Una delle cose belle di questo paese è la libertà e la capacità di vivere la propria spiritualità. Cosa che, spesso, in occidente è diventata tabù. Se hai voglia di pregare, di meditare, di chiuderti nella tua spiritualità, di ritagliarti degli spazi o degli angoli per questa sfera personalissima, puoi farlo senza essere guardato come un santone.

   È stata una notte bellissima. Oltre al bisogno quotidiano di questi momenti di raccoglimento, trovo meraviglioso poter godere, di tanto in tanto, della bellezza e del potere dei luoghi mistici. Luoghi dell’amore. E l’amore mi commuove sempre quando è così grande, puro e sincero. Come i sorrisi di quelle donne dai capelli corvini.

5 commenti:

Cristina ha detto...

Bellissima atmosfera...Dalle mie parti c'è la Madonna di Castelmonte e c'è la tradizione del pellegrinaggio annuale. Chi ce la fa sale a piedi, altrimenti si riesce anche in auto, andando piano piano.. A volte isolarsi per qualche ora dal caos frenetico del nostro quotidiano è davvero un momento prezioso..

Tamerice ha detto...

Non sapevo di questi aspetti del Libano. E meno male che almeno lì c'è più libertà di manifestare la religiosità... ah Occidente decadente, che male fa un po' di amore (spirituale)?

Unknown ha detto...

è molto toccante quello che riesci a trasmettere attraverso la tua sensibilità che prende forma nelle parole dei tuoi post e nelle fotografie.
Ti seguo sempre con piacere e imparo ogni volta qualcosa di nuovo sui luoghi che ami :)

the siren ha detto...

Grazie amiche! Sì, è un luogo bellissimo e magico e io credo che sia molto importante aveere la libertà di vivere e coltivare la propria spiritualità. M piacerebbe che imparassero quest'arte anche i miei bimbi...

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