Prima della
fine del mese di maggio, come ogni anno, ci siamo riservati una serata per
andare in uno dei luoghi più mistici del Libano, che pur essendo un paese molto
piccolo, ne è pieno.
Il santuario
della Madonna di Harissa si trova su un promontorio dal quale una vista
mozzafiato abbraccia sia la città di Jounieh che quella di Beirut. I libanesi
sono molto devoti alla Santa Vergine e non mancano mai l’appuntamento annuale
con il pellegrinaggio del mese mariano.
Anche io,
ormai, non potrei farne a meno. Vi sembrerà strano, ma mi si accende dentro una
fiamma improvvisa, profumata come un olio sacro, che mi fa desiderare
fortissimamente di trovarmi ancora in quei luoghi, a respirare quell’aria così
limpida, ma così carica d’amore e spiritualità. È quasi un bisogno fisico.
Questo è già il sesto anno. Sei anelli. Non ne ho saltato uno.
Questa volta,
però, ho vissuto un’esperienza ancora più stupefacente.
Quando abbiamo
cominciato ad inerpicarci su per la montagna, comodamente seduti in macchina,
abbiamo subito notato tanti pellegrini che si erano appena incamminati per
raggiungere il santuario. Man mano che andavamo su, il flusso di gente diveniva
sempre più abbondante. Come un fiume che dalla vetta più alta, arriva in mare.
Donne, uomini e persino qualche bambino. Quasi tutti di origine srilankese,
sorridenti, felici, entusiasti. Alcuni a piedi scalzi, altri con in mano un
fiore da offrire a Maria.
Arrivati su,
la compostezza della folla appariva surreale e il profumo di fiori e incensi ci
ha investito e inebriato. Un tappeto di devoti, migliaia di candele, di rose e
di gardenie.
La statua
della Vergine era completamente ricoperta di fiori. Talmente tanti che cadevano
giù da tutti i lati e Ilaria si divertiva a raccoglierli, odorarli e adornarsi
anche lei.
Una delle cose
belle di questo paese è la libertà e la capacità di vivere la propria
spiritualità. Cosa che, spesso, in occidente è diventata tabù. Se hai voglia di
pregare, di meditare, di chiuderti nella tua spiritualità, di ritagliarti degli
spazi o degli angoli per questa sfera personalissima, puoi farlo senza essere
guardato come un santone.
È stata una
notte bellissima. Oltre al bisogno quotidiano di questi momenti di
raccoglimento, trovo meraviglioso poter godere, di tanto in tanto, della
bellezza e del potere dei luoghi mistici. Luoghi dell’amore. E l’amore mi
commuove sempre quando è così grande, puro e sincero. Come i sorrisi di quelle
donne dai capelli corvini.








5 commenti:
Bellissima atmosfera...Dalle mie parti c'è la Madonna di Castelmonte e c'è la tradizione del pellegrinaggio annuale. Chi ce la fa sale a piedi, altrimenti si riesce anche in auto, andando piano piano.. A volte isolarsi per qualche ora dal caos frenetico del nostro quotidiano è davvero un momento prezioso..
Non sapevo di questi aspetti del Libano. E meno male che almeno lì c'è più libertà di manifestare la religiosità... ah Occidente decadente, che male fa un po' di amore (spirituale)?
è molto toccante quello che riesci a trasmettere attraverso la tua sensibilità che prende forma nelle parole dei tuoi post e nelle fotografie.
Ti seguo sempre con piacere e imparo ogni volta qualcosa di nuovo sui luoghi che ami :)
Grazie amiche! Sì, è un luogo bellissimo e magico e io credo che sia molto importante aveere la libertà di vivere e coltivare la propria spiritualità. M piacerebbe che imparassero quest'arte anche i miei bimbi...
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