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mercoledì 7 marzo 2012
Aria di primavera in cucina (stickers da pareti). Spring in my kitchen (wall stickers).
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lunedì 27 febbraio 2012
Copriletto fantasia optical anni '70 e qualche novità.
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lunedì 4 aprile 2011
Le cose semplici che amiamo, mentre aspettiamo di realizzare un sogno...
Da quando vi ho parlato della nostra casetta in montagna, purtroppo i lavori si sono fermati un’altra volta. Ormai manca veramente poco, solo qualche rifinitura. Ma, fintantochè non sarà davvero tutto perfetto, non si può pensare di pulire e iniziare a sistemarla. Non vedo l’ora. Questa attesa mi ha stancato e poi desidero tantissimo mostrarvela. La considero una mia creatura. Ho scelto tutto io, nei limiti del possibile, naturalmente. Ormai lo sapete che sono strana, non ho voluto che si intromettesse nessuno. Mi piaceva l’idea che fosse proprio come piace a me. Volevo vedere che cosa sarei stata capace di fare, che cosa ne sarebbe venuto fuori. Tant’è vero che ho fatto un bagno che sembra la pista di una discoteca e una cucina che solo una sballata come me poteva azzardarsi a concepirla!
Mentre continuiamo a sognare il momento in cui finalmente potremo innaffiarla di champagne, non rinunciamo ai nostri piccoli piaceri. Vi dicevo che qui i villaggi non sembrano villaggi. Nel senso che non troverete mai una piazza con la chiesetta, il suo bar e la gente che chiacchiera e passeggia. Qui il concetto di piazza non esiste e le passeggiate non sanno proprio cosa siano. Di conseguenza, per fare quattro chiacchiere ci si scambiano visite. Ci si siede nel salotto buono, si mangiucchia e si beve di tutto a casaccio, dalla frutta ai dolci, dalle noccioline ai biscotti, dal wiskey al caffè e, così, passano le giornate.
Quando ce ne andiamo a fare le nostre passeggiate in mezzo ai profumi, nel silenzio abissale della nostra montagna, siamo sempre completamente soli. Può capitare di incrociare qualche macchina a tutta velocità (purtroppo), o qualcuno che va a fare una visita. All’inizio mi sembrava assurdo, ora mi sono abituata e, in fin dei conti, ce la spassiamo lo stesso. Ieri per esempio abbiamo raggiunto la chiesetta del paesino. Leonardo mi trascina sempre li, la adora. Ne è affascinato e poi, detto sinceramente, ha qualcosa che attrarrebbe qualsiasi bambino. Come nelle chiese dei villaggi di una volta, le campane, qui, vengono suonate a mano. Ci sono due lunghissime corde che pendono vicino all’ingresso principale e lui starebbe li delle ore solo per tirarle giù all’infinito, nella speranza che, prima o poi, riesca a sentirne il suono, grazie ai suoi sforzi erculei.
Io trovo che le scritte in arabo sul campanile di una chiesetta siano davvero incredibilmente suggestive...
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