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martedì 25 ottobre 2011

Da sirena a strega: la mia cucina afrodisiaca.


   Leggendo Afrodita di Isabel Allende, un prezioso manualetto alla scoperta degli afrodisiaci, infarcito di racconti e ricette (del quale vi parlavo qui), ho scoperto di possedere diversi requisiti che dovrebbero fare di me un’autentica maestra nella preparazione di filtri amorosi: una sirena che ondeggiava nelle turbolente acque dell’italico Stretto di Messina, spostatasi ad Oriente solo per amore. Pare che questa stravagante formula costituisca un eccezionale distillato di magia amorosa.

venerdì 6 maggio 2011

Veloce cenetta mediterranea fusion.

   Questa sera voglio invitarvi a gustare insieme a noi una velocissima cenetta mediterranea fusion, che rappresenta il nostro modo preferito di stare a tavola la sera. Gustosissima, fresca, veloce. Una combinazione di antipasti tipicamente mediterranei. Solo quelli, appunto perché è veloce, ma, in base al vostro appetito, potete anche completare la cena con un primo piatto o un secondo, preferibilmente di carne.
   Quando non ho voglia di preparare qualcosa di più elaborato e Pierre non ha delle richieste particolari, imbandisco una tavola di queste e passiamo una splendida serata stuzzicando tante cose appetitose, degustando un buon vino e chiacchierando. Naturalmente, questa scelta è un esempio delle tante varianti che propongo, in base agli ingredienti che ho in casa. E, questa volta, avevo tante leccornie arrivatemi direttamente dalla Sicilia, per Pasqua.
   Dunque, una tavola mediterranea perché composta da tanti piccoli piatti dal sapore e dal profumo di quelle meravigliose e assolate terre alle quali appartengo. Fusion, perché appunto metto in tavola  elementi facenti parte della tradizione culinaria siciliana ed elementi appartenenti alla tavola libanese. Una fusione semplicissima e perfetta che, degustando un buon rosso e godendo della compagnia giusta, può riuscire a farvi immergere in atmosfere magiche e a portarvi lontano.  Perché, diciamoci la verità, il palato ha un potere straordinario…
  
Allora, pronti per questo tuffo nel blu cobalto del Mediterraneo?

Iniziamo dal vino, che è del Salento perchè in questi mesi ci siamo fatti fuori tutti i vini siciliani che avevamo (tantissimi!).



Nella tavola libanese non manca mai un grande piatto pieno di verdure fresche, come quello in basso. E' un'abitudine bellissima che ho adottato molto volentieri. E naturalmente, il pane.




Qui in basso, due antipasti siciliani e due libanesi. Dall'alto, in senso orario:
Olive ripiene alla messinese, tipiche della mia città;
Labneh, un formaggio fresco e cremoso allo yogurt, da guarnire con olio di oliva e menta e gustare con il pane. Loro lo mangiano col pane arabo, ma col pane nostro è super :-) ;
Hallùm, un formaggio bianco salatissimo e gustosissimo, grigliato. Da gustare con delle olive;
Funghi dei Nebrodi, sott'olio.

Può mancare il salame? Decisamente no! Questa è una profumatissima soppressata.


Un'altra cosa che non manca mai sulla tavola libanese sono le patate, cucinate in tanti modi differenti. Queste sono semplicemente grigliate e guarnite con menta, elemento fondamentale della cucina locale. Vi consiglio di provare questo abbinamento, è delizioso.


I pomodori secchi sono tipicamente mediterranei e sono davvero speciali nella loro semplicità. Una vera goduria per il palato! Questi me li ha mandati la mia mamma, ma Pierre ed io abbiamo deciso di aspettare l'estate per prepararceli da soli.


Immancabili le candele e la musica mediterranea che preferite. Non aggiungete oli ed incensi a nascondere i profumi genuini della terra, sarebbe un vero peccato.

Infine, come tutti gli arabi, anche noi ci tuffiamo sul divano (o per terra) in mezzo a tanti cuscini a goderci frutta e dessert ;-)

sabato 23 aprile 2011

La Pasqua in Libano e i dolcetti tipici.

  
  Sono state giornate molto intense. Come ogni anno, ho cercato di vivere profondamente la Settimana Santa, nonostante mi trovi in un paese di cui ancora, purtroppo, non conosco bene la lingua. Comunque, ci ho provato. 


   Giovedì sera abbiamo fatto il tradizionale giro delle 7 chiese. Venerdì pomeriggio abbiamo partecipato ai riti in morte di Gesù che, per i libenesi, sono un vero e proprio, affollatissimo, funerale. Infine, stasera, siamo stati alla messa solenne di Pasqua. Un po’ in anticipo, è vero. Ma, nella chiesa che frequentiamo noi, la messa in francese è stata detta oggi alle 20,00. Domani mattina, invece, verrà celebrata quella in arabo.

giovedì 7 aprile 2011

La nostra specialissima cucina fusion.

   Come tutto ciò che ci riguarda, anche la nostra tavola è una succulenta sintesi di sapori mediterranei. 
   Dopo numerosi tentativi falliti, finalmente siamo riusciti a trovare un equilibrio anche in questo. Non è stato facile. Ci sono voluti tanta pazienza e amore. Sembrerà strano, ma anche i gusti sono dettati dall'abitudine. Dopo l'entusiasmo iniziale verso tutto ciò che rappresenta una novità, abbiamo sempre voglia di riassaporare i nostri piatti preferiti. Con il tempo, però, siamo riusciti a costruirci una nuova identità, a creare la nostra particolarissima tavola. Una tavola che incarna perfettamente il termine di cucina fusion. Una fusione tra la cucina italiana e quella libanese.
   Come un'autentica sirena moderna, mi barcameno tra i fornelli mescolando le tradizioni culinarie mediterranee. Ne risulta un affascinante intreccio di sapori  e profumi che sanno di sole, di mare e di terra. Mi piace sperimentare e così azzardo e scopro sempre nuove e ricchissime combinazioni. Sarà anche un pò per questo che ci piace invitare spesso gli amici a provare i nostri gustosi abbinamenti. La cena, per noi, è un momento sacro, dal suo concepimento e preparazione, fino alla sua degustazione. Ci divertiamo persino nel concordare il menù sempre diverso:
Spaghetti con pomodoro e basilico e accanto un piatto di babagannush.
Bruschette miste e tabbuleh.
Filetto ai funghi e labneh maa zaatar.
Pennette al pesto fresco e pomodorini e fatush.
   Sono tantissime le combinazioni che abbiamo sperimentato e molte altre ancora ne possiamo azzardare. Senza mai rinunciare ad un buon bicchiere di vino siciliano o libanese, scuro, profumatissimo e forte, con intatto il sapore della terra e del sole. Oppure, se la serata è quella giusta, preferiamo stordirci con il sapore fresco, ma che ti brucia dentro, dell' arak, la più tipica bevanda libanese. Un superalcolico all'anice diffuso in molti paesi mediterranei e conosciuto con nomi diversi.



Vi piace il mio nuovo portacandele? Questa bottiglietta di arak era troppo carina per non portarmela a casa ed inventarci qualcosa!

venerdì 25 marzo 2011

La pizza libanese.

   Oggi, per la prima volta, vi illustro un piatto tipico della cucina locale: il man'ushe, cioè la pizza libanese. Noi italiani, che pensavamo di essere gli unici pizza dipendenti al mondo, dobbiamo ricrederci. L'impasto è pressochè identico, anche se, naturalmente, la farina locale è un pò diversa dalla nostra. Inoltre, loro, usano mettere un pizzico in meno di sale ed un pizzico in più di zucchero.
   La differenza sostanziale sta nel condimento: la pizza libanese viene condita con olio d'oliva e zaatar.
   Lo zaatar è una specie di polverina profumatissima e deliziosa composta da foglie e fiori di timo essicati, semini di sesamo, sale e semmek (una spezia mediorientale di colore rosso). Dovreste trovarlo, già pronto, nei negozi specializzati che vendono cibi e spezie esotici.


Nella ciotolina contenente lo zaatar, aggiungete l'olio d'oliva e miscelate bene il tutto.


A questo punto il condimento è pronto per essere spalmato sulla pizza da infornare.


Vi assicuro che è deliziosa, una delle cose che in assoluto amo di più della cucina locale.

   La particolarità è che, tradizionalmente, il man'ushe non veniva cotto in forno, ma sul saj: una cupoletta metallica rovente.



   Un tempo i saj erano a legna, ormai sono quasi tutti a gas. Vengono usati anche per cuocere un tipo di pane arabo particolarmente sottile. Il paese è pieno di chioschetti del genere perchè i libanesi amano il man'ushe, soprattutto a colazione. Ne troverete ovunque, nel piccolo villaggio e nella grande città.



Guardate che arte, mette l'impasto sul metallo rovente e lo allarga con le mani fino a drgli la forma della pizza.



Ecco, la prima è pronta! Che profumo e che sapore! Devo confessare, però, che, cotta sul saj, è tutta un'altra cosa. Sembra quasi una crema che si scioglie in bocca...
   I miei bimbi lo adorano e, naturalmente, l'hanno ribattezzato come "la pizza con zaatar"! Ne mangeremmo tutti i giorni, del resto, qui lo fanno tutti. Mia suocera sostiene che faccia bene alla salute, probabilmente ha ragione. Di sicuro fa bene al palato!