Uno dei pochi
prodotti artigianali del Libano, la cui antica e laboriosa preparazione si è
perpetrata e mantenuta intatta nel tempo, è il sapone. Esistono ancora alcune
fabbriche, soprattutto nelle città più conservatrici come Tripoli e Sidone, ed
è possibile reperirli anche in qualche negozietto di Beirut. A volte se ne
trova una versione commerciale e modernizzata, all’interno di qualche mall o nei quartieri di moda, ma,
nascosti nelle viuzze più malconce ed insospettabili, si riescono a trovare
veri e propri tesori.
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giovedì 14 giugno 2012
giovedì 7 giugno 2012
Notte di misticismo.
Prima della
fine del mese di maggio, come ogni anno, ci siamo riservati una serata per
andare in uno dei luoghi più mistici del Libano, che pur essendo un paese molto
piccolo, ne è pieno.
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giovedì 15 marzo 2012
Vento di scirocco.
Fino a solo una settimana fa, un’aria gelida percorreva le nostre colline, ferendoci il viso e le mani. Infondeva energia. Era tonificante e, soprattutto, frizzante, ma si faceva una certa fatica ad affrontarla per più di qualche minuto. Ed ecco che, tornando dopo solo qualche giorno, ci ritroviamo di fronte ad un mutamento straordinario. Rimango senza fiato. Mi meraviglio ancora e di più.
Le stagioni qui, nel cuore della natura, in questo piccolo paese del Medio Oriente, non sono un riferimento approssimativo, ma puntuali come un orologio. Un miracolo perfetto.
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mercoledì 18 gennaio 2012
Le candide cime innevate.
Dopo una pausa durata tre anni, quest’anno abbiamo voluto riassaporare la magia delle candide cime innevate. Avevamo interrotto in seguito all’ ampliamento della nostra famiglia. La nostra vita era già diventata abbastanza movimentata, non era il caso di complicarla ulteriormente. Anzi, era meglio cercare di semplificare, ove possibile.
mercoledì 14 dicembre 2011
Sulla montagna libanese arriva l'inverno.
Dopo una settimana senza sosta, durante lo scorso fine settimana non potevamo rinunciare a goderci la nostra calma e tranquillità familiare, lasciandoci avvolgere dalle silenziose montagne libanesi. Il freddo era già pungente la settimana prima, ma tutto, intorno a noi, faceva pensare ad una raggiante fine d’autunno.
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martedì 20 settembre 2011
La nostra seconda estate.
Vorrei tanto riuscire a trovare il tempo per scrivere di più. Per raccontarvi tutte le cose meravigliose che mi colpiscono, le scene buffe che mi divertono o anche solo per chiacchierare e riflettere insieme a voi su questa cosa misteriosa, affascinante e bellissima che è la vita.
Purtroppo, però, non ci riesco. Almeno per ora. Siamo ancora in pieno clima vacanziero ed io faccio una gran fatica a rubare qualche momento solo per me, per stare da sola, qui, a raccontarvi un po’.
martedì 5 luglio 2011
Blu Mediterraneo, sabbia bianca e arghile.
Tutta la costa libanese è disseminata di resorts da sogno dove trascorrere intere giornate, ammaliati dalla bellezza e dall’esoticità dei luoghi e delle abitudini della gente. Di notte tutto si trasforma e cambia l’atmosfera. Luci, musica e glamour li rendono dei locali super cool pronti ad accogliere la dolce vita libanese.
Da quando siamo diventati genitori le nostre serate mondane si sono notevolmente ridimensionate. Tuttavia, di giorno, non posso proprio rinunciare alla sensazione di infinito che mi regalano solamente i miei due elementi: l’acqua e l’aria. Con equilibrio, provo ad alternarli in base alle esigenze dei miei fuochi. E sono consapevole della grande fortuna che abbiamo nel poter godere di tutto questo.
Mi sento una vampira che succhia con ardore tutto ciò che mi può infondere vita.
Blu mediterraneo e sabbia bianca: estasi pura.
Oltre la spiaggia non mancano mai dei curatissimi prati.
Perfetti per sedersi o sdraiarsi senza sporcarsi, ma senza rinunciare al contatto vero con la natura.
Perfetti per ballare.
Per ordinare, mangiare e bere, serviti e riveriti senza muovere un passo.
Per fumare l’irrinunciabile arghile, la pipetta ad acqua tanto amata dai libanesi.
Ciò che mi ha stupito di più quando, dall’altro lato del Mediterraneo, sono giunta su questa sponda e mi sono addentrata sulla terra ferma, è stata la vista degli scenari che incorniciano le già incantevoli spiagge. Superato il prato, meravigliose piscine, ristoranti, spa e chalet con vista mi si sono offerte davanti agli occhi.
Gaudente Libano.
Noi, però, "sirene siamo". E non c'è niente che abbia un fascino maggiore dell'irresistibile richiamo di sabbia e onde.
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mercoledì 15 giugno 2011
Un profumo che amo.
Il vero profumo del Libano, dolcissimo e conturbante, è finalmente esploso potentissimo. Quest’anno un po’ in ritardo rispetto al solito. Probabilmente a causa del tardivo affacciarsi della stagione estiva. Di solito, già nel mese di maggio la natura inizia a inondarci dei suoi stupefacenti regali. E, tra tutti, questo è per me il più sublime.
La gardenia, candida e purissima, sprigiona il profumo che più amo al mondo. Lo considero, in assoluto, il fiore simbolo di questo paese, perché ne è colmo in un modo che non ho mai visto.
Anche noi ne abbiamo diverse piante, che abbelliscono il nostro giardino.
E adesso, anche la mia casa è piena di questo profumo così dolce e magico, che riempie di soavità ogni molecola d’aria.
E’ meraviglioso dormire e sentire tutta quella straordinaria dolcezza attraversarmi le narici e regalarmi una sensazione languida e bellissima, che non mi abbandona fino al mio risveglio.
Non sono mai riuscita a trovare in commercio un profumo che lo ricordi in modo convincente. Se qualcuna di voi dovesse conoscerne qualcuno, vi prego di segnalarmelo!
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lunedì 6 giugno 2011
Jacuzzi con vista.
Ho capito cosa voglio dalla vita: una jacuzzi. Proprio qui, in questo punto. Una jacuzzi con vista sulla natura meravigliosa e sulla bellissima e antica casa in stile arabo dei nostri vicini.
Nel frattempo, visto che la nostra casa non è ancora del tutto finita, quindi pensare agli accessori esterni sarebbe pura follia, ci siamo organizzati come abbiamo potuto. E, con un po’ di fantasia, questa piscinetta gonfiabile si è trasformata nella vasca dei sogni. Per dire la verità, ad immergercisi insieme a quei due pesciolini, l’effetto globale non è molto diverso.
Erano talmente eccitati e divertiti che mi hanno fatto letteralmente capitombolare dalle risate. Quell’acqua bolliva e ribolliva come se fosse stata una vera e incantevole sorgente vulcanica di paradisi lontani. Ed i suoi magici effetti terapeutici agivano miracolosamente su ogni parte di me: il corpo, il cuore e l’anima. L’acqua massaggiava il corpo, le risate allegre e dolcissime dei mie bimbi mi accarezzavano il cuore e il paesaggio coccolava la mia mente.
Riuscite a percepire quell’aria, così pura e cristallina, riscaldata dall’immenso fuoco dell’amore? E quel profumo così misterioso e antico che ci circonda?
venerdì 29 aprile 2011
La Pasqua dei libanesi e degli strampalati italo-libanesi.
Per i libanesi cristiani
Io con i diguini non vado molto d’accordo. Anche perché ho scolpito nella mia mente le parole di un prete illuminato il quale, tanto tempo fa, durante un’omelia molto coinvolgente, disse che il vero digiuno è quello dal peccato. E, per me, il vero peccato è il male gratuito, l’odio.
Ma, questo, è un concetto che è già dentro di me. Non devo ricordamene solo in questo periodo dell’anno, perché mi appartiene.
La nostra Pasqua è stato un momento dolce, di amore e condivisione. Nel post precedente vi ho raccontato, in breve, della nostra Settimana Santa e vi ho mostrato qualche foto della suggestiva Messa alla quale abbiamo partecipato. E’ stato bello e coinvolgente rivivere quei momenti in una chiesa tutta in pietra, gremita di persone e illuminata solo da centinaia di candeline, come vuole la tradizione locale. Il Fuoco Benedetto.
L’indomani abbiamo preparato il nostro trolley e siamo andati a passare due giorni in montagna, con i nonni. Quella montagna santa e bellissima di cui tante volte si parla nella Bibbia.
Ormai sapete bene quanto io ami la notte, soprattutto quando ho la possibilità di passeggiare e vivere il fascino della sua magnificenza. Così, io e il mio fuoco abbiamo approfittato del sonno dei nostri bimbi, amorevolmente vegliato dai nonni, per inoltrarci in quella natura rigogliosa. Mentre bevevamo la nostra birra ghiacciata e sgranocchiavamo mandorle appena colte, come piace tanto fare a lui, senza accorgecene andavamo giù, giù e ancora giù per il sentiero. Nel buio profondo e silenzioso di quella notte di miracoli. Finchè, ad un tratto, ci siamo ritrovati di fronte a questa immagine così bella, nella sua semplicità, da farmi emozionare, ricordardandomi che Lui era proprio vicino a me, anche se 2000 anni prima, in quello stesso cielo.
Un alito di vento ha soffiato su quel velo, facendolo vibrare, insieme alla mia anima.
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venerdì 15 aprile 2011
Amiche, bimbi e passeggiate primaverili.
Dopo la tempesta iniziale, un allegro arcobaleno è comparso lungo il mio cammino, riportando in me la persona che ero sempre stata, anzi, forse migliore. Meravigliose amiche sono entrate nella mia vita, una dopo l’altra. Con qualcuna abbiamo percorso insieme solo un breve tratto, prima di doverci dolorosamente separare (e qui approfitto per mandare loro un immenso abbraccio, visto che mi leggono sempre con affetto da lontano: Graziella, Maria e Clo :-*****) altre sono ancora qui, vicino a me e mi auguro che ci restino per sempre.
Quest’anno, al mio rientro in Libano dopo le vacanze estive trascorse in Italia, un altro inaspettato regalo mi attendeva. Una nuova, fantastica amica, proprio qui, vicina vicina, con due bimbi approssimativamente della stessa età dei miei e matta quasi quanto me. Inutile dire che siamo diventate praticamente inseparabili.
L’ultima missione che ci siamo inventate, approfittando della bella stagione, è quella di andare alla scoperta di nuovi posti all’aria aperta dove portare i nostri piccolini, che ancora non frequentano l’asilo e sono sempre insieme a noi.
Così, come due nuove Thelma e Louise in versione mamma, a bordo delle nostre jeeppone, ci lanciamo in avventurosi viaggi sulle colline circostanti, ammirando l’incredibile bellezza di questa terra. La natura rigogliosa, le fresche vallate, le alte montagne, i panorami mozzafiato sul blu del Mediterraneo e sulla grande Beirut. Scopriamo angoli sempre nuovi e inaspettati dove respirare aria meravigliosamente pura, ridere, correre e giocare.
Del resto, questo è quello che, tante volte, avevo sognato di fare. Quando ancora abitavo in quell’altra incantevole terra dove sono nata, la Sicilia , ogni giorno, mentre andavo a lavorare, a bordo della mia Smart, fantasticavo di tirare dritto, infilarmi in campagna, buttarmi sotto un albero a mangiare un panino e bere birra, godendo dell’immensa bellezza che mi circondava. Quale occasione migliore di questa per farlo, se non insieme ai bambini che riempiono l’aria di risate e ad un’amica con la mente libera come la mia?
Ieri, nel nostro girovagare, abbiamo scoperto un convento che, maestoso, si erge sulla nostra collinetta e si affaccia come una terrazza su tutta Beirut e sull’immensità del Mar Mediterraneo. Abbiamo passeggiato, mangiucchiato, giocato, corso e respirato un’immensa pace.
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giovedì 7 aprile 2011
La nostra specialissima cucina fusion.
Come tutto ciò che ci riguarda, anche la nostra tavola è una succulenta sintesi di sapori mediterranei.
Dopo numerosi tentativi falliti, finalmente siamo riusciti a trovare un equilibrio anche in questo. Non è stato facile. Ci sono voluti tanta pazienza e amore. Sembrerà strano, ma anche i gusti sono dettati dall'abitudine. Dopo l'entusiasmo iniziale verso tutto ciò che rappresenta una novità, abbiamo sempre voglia di riassaporare i nostri piatti preferiti. Con il tempo, però, siamo riusciti a costruirci una nuova identità, a creare la nostra particolarissima tavola. Una tavola che incarna perfettamente il termine di cucina fusion. Una fusione tra la cucina italiana e quella libanese.
Come un'autentica sirena moderna, mi barcameno tra i fornelli mescolando le tradizioni culinarie mediterranee. Ne risulta un affascinante intreccio di sapori e profumi che sanno di sole, di mare e di terra. Mi piace sperimentare e così azzardo e scopro sempre nuove e ricchissime combinazioni. Sarà anche un pò per questo che ci piace invitare spesso gli amici a provare i nostri gustosi abbinamenti. La cena, per noi, è un momento sacro, dal suo concepimento e preparazione, fino alla sua degustazione. Ci divertiamo persino nel concordare il menù sempre diverso:
Spaghetti con pomodoro e basilico e accanto un piatto di babagannush.
Bruschette miste e tabbuleh.
Filetto ai funghi e labneh maa zaatar.
Pennette al pesto fresco e pomodorini e fatush.
Sono tantissime le combinazioni che abbiamo sperimentato e molte altre ancora ne possiamo azzardare. Senza mai rinunciare ad un buon bicchiere di vino siciliano o libanese, scuro, profumatissimo e forte, con intatto il sapore della terra e del sole. Oppure, se la serata è quella giusta, preferiamo stordirci con il sapore fresco, ma che ti brucia dentro, dell' arak, la più tipica bevanda libanese. Un superalcolico all'anice diffuso in molti paesi mediterranei e conosciuto con nomi diversi.
Vi piace il mio nuovo portacandele? Questa bottiglietta di arak era troppo carina per non portarmela a casa ed inventarci qualcosa!
Dopo numerosi tentativi falliti, finalmente siamo riusciti a trovare un equilibrio anche in questo. Non è stato facile. Ci sono voluti tanta pazienza e amore. Sembrerà strano, ma anche i gusti sono dettati dall'abitudine. Dopo l'entusiasmo iniziale verso tutto ciò che rappresenta una novità, abbiamo sempre voglia di riassaporare i nostri piatti preferiti. Con il tempo, però, siamo riusciti a costruirci una nuova identità, a creare la nostra particolarissima tavola. Una tavola che incarna perfettamente il termine di cucina fusion. Una fusione tra la cucina italiana e quella libanese.
Come un'autentica sirena moderna, mi barcameno tra i fornelli mescolando le tradizioni culinarie mediterranee. Ne risulta un affascinante intreccio di sapori e profumi che sanno di sole, di mare e di terra. Mi piace sperimentare e così azzardo e scopro sempre nuove e ricchissime combinazioni. Sarà anche un pò per questo che ci piace invitare spesso gli amici a provare i nostri gustosi abbinamenti. La cena, per noi, è un momento sacro, dal suo concepimento e preparazione, fino alla sua degustazione. Ci divertiamo persino nel concordare il menù sempre diverso:
Spaghetti con pomodoro e basilico e accanto un piatto di babagannush.
Bruschette miste e tabbuleh.
Filetto ai funghi e labneh maa zaatar.
Pennette al pesto fresco e pomodorini e fatush.
Sono tantissime le combinazioni che abbiamo sperimentato e molte altre ancora ne possiamo azzardare. Senza mai rinunciare ad un buon bicchiere di vino siciliano o libanese, scuro, profumatissimo e forte, con intatto il sapore della terra e del sole. Oppure, se la serata è quella giusta, preferiamo stordirci con il sapore fresco, ma che ti brucia dentro, dell' arak, la più tipica bevanda libanese. Un superalcolico all'anice diffuso in molti paesi mediterranei e conosciuto con nomi diversi.
Vi piace il mio nuovo portacandele? Questa bottiglietta di arak era troppo carina per non portarmela a casa ed inventarci qualcosa!
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lunedì 4 aprile 2011
Le cose semplici che amiamo, mentre aspettiamo di realizzare un sogno...
Da quando vi ho parlato della nostra casetta in montagna, purtroppo i lavori si sono fermati un’altra volta. Ormai manca veramente poco, solo qualche rifinitura. Ma, fintantochè non sarà davvero tutto perfetto, non si può pensare di pulire e iniziare a sistemarla. Non vedo l’ora. Questa attesa mi ha stancato e poi desidero tantissimo mostrarvela. La considero una mia creatura. Ho scelto tutto io, nei limiti del possibile, naturalmente. Ormai lo sapete che sono strana, non ho voluto che si intromettesse nessuno. Mi piaceva l’idea che fosse proprio come piace a me. Volevo vedere che cosa sarei stata capace di fare, che cosa ne sarebbe venuto fuori. Tant’è vero che ho fatto un bagno che sembra la pista di una discoteca e una cucina che solo una sballata come me poteva azzardarsi a concepirla!
Mentre continuiamo a sognare il momento in cui finalmente potremo innaffiarla di champagne, non rinunciamo ai nostri piccoli piaceri. Vi dicevo che qui i villaggi non sembrano villaggi. Nel senso che non troverete mai una piazza con la chiesetta, il suo bar e la gente che chiacchiera e passeggia. Qui il concetto di piazza non esiste e le passeggiate non sanno proprio cosa siano. Di conseguenza, per fare quattro chiacchiere ci si scambiano visite. Ci si siede nel salotto buono, si mangiucchia e si beve di tutto a casaccio, dalla frutta ai dolci, dalle noccioline ai biscotti, dal wiskey al caffè e, così, passano le giornate.
Quando ce ne andiamo a fare le nostre passeggiate in mezzo ai profumi, nel silenzio abissale della nostra montagna, siamo sempre completamente soli. Può capitare di incrociare qualche macchina a tutta velocità (purtroppo), o qualcuno che va a fare una visita. All’inizio mi sembrava assurdo, ora mi sono abituata e, in fin dei conti, ce la spassiamo lo stesso. Ieri per esempio abbiamo raggiunto la chiesetta del paesino. Leonardo mi trascina sempre li, la adora. Ne è affascinato e poi, detto sinceramente, ha qualcosa che attrarrebbe qualsiasi bambino. Come nelle chiese dei villaggi di una volta, le campane, qui, vengono suonate a mano. Ci sono due lunghissime corde che pendono vicino all’ingresso principale e lui starebbe li delle ore solo per tirarle giù all’infinito, nella speranza che, prima o poi, riesca a sentirne il suono, grazie ai suoi sforzi erculei.
Io trovo che le scritte in arabo sul campanile di una chiesetta siano davvero incredibilmente suggestive...
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mercoledì 30 marzo 2011
Una famiglia un pò strampalata: la nostra.
Siamo una famiglia un po’ strampalata. Io sono italiana e il mio fuoco è libanese. I nostri bimbi rappresentano l'essenza della mediterraneità. Abbiamo scelto di vivere in Libano, ma non viviamo come i libanesi, né, tantomeno, come gli italiani. Siamo indefinibili nel nostro essere un po’ occidentali e un po’ orientali, un po’ europei e un po’ asiatici, un po’ italiani e un po’ libanesi.
Pierre si è sempre autodefinito un libanese doc. In verità, ora che conosco un po’ meglio questo popolo, direi, piuttosto, che è un libanese sui generis. Non sopporta molti usi e costumi dei suoi connazionali. Prova ne è il fatto che abbia sposato una straniera. Lui è uno spirito libero, una persona vera, che ama fare solamente quello che gli va e che sente davvero nel cuore. Adesso, oltretutto, è decisamente italianizzato. E confesso che un po’ mi fa ridere. Soprattutto quando va in Italia, si diverte a fare l’italiano. A fermarsi all’autogrill per bere un caffè al bancone. Mangiare cornetti. Riempire le valigie di salumi e formaggi. Per non parlare del fatto che non si siede a tavola senza una bottiglia di buon vino rosso che ama gustare nel calice giusto.
Anch’io credo di essere altrettanto libanesizzata. E’ vero che mi autodefinisco italiana al 100%, però, stranamente, in Italia non ci vivrei più. A me, adesso, piace vivere qui.
Mi piace la lunga primavera libanese, il caldo autunno, l’inverno breve e mite. Solo l’estate è un po’ troppo calda. Fortuna che così ne approfitto per tornare in Italia a godermi una bella vacanza lunga.
Mi piace la vita comoda che si fa qui. Mi piace il lusso che trovo ovunque. E mi piace ancor di più la vita selvaggia che posso scegliere di fare, se mi va. Noi, per esempio, il nostro rifugio ce lo siamo costruito in montagna. Ma, il Libano offre centinaia di spazi incontaminati dove potersi isolare e vivere proprio come gli antichi. E c’è tanta gente che lo fa davvero. Tanta gente per cui il tempo si è fermato o che, in alcuni periodi dell’anno, torna indietro nel tempo. Ricominciano a vivere tutti insieme, nei villaggi che non sembrano villaggi, in grandi case patriarcali in cui i ritmi sono scanditi dai pasti e dalle continue visite di parenti vicini e lontani.
Noi, invece, nel nostro rifugio, non torniamo indietro nel tempo, come loro. Quella è la terra delle radici, è vero, ma la nostra è una pianta fresca e giovane, nata da un innesto specialissimo. Per noi non c’è un passato a cui far riferimento. Noi siamo solo noi. Senza una storia. E, ancora una volta, liberi.
Ce ne stiamo così, nel nostro mondo, a respirare quell’aria profumata, su quella terra antica, accesi dal nostro fuoco, ma, pur sempre, un po’ sospesi sul nostro magico e bellissimo mar Mediterraneo…
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