venerdì 29 aprile 2011

La Pasqua dei libanesi e degli strampalati italo-libanesi.



   Per i libanesi cristiani la Pasqua è l’Aaid el Kbiri: la Festa Grande. E, davvero, viene celebrata con grande devozione. A partire dalla Quaresima, vissuta con rigore. Pensate che tutti digiunano, ogni giorno, fino a mezzogiorno. Di venerdì, nessuno mangia carne. E, il giorno delle Ceneri ed il Venerdì Santo, digiunano completamente. Mia suocera, nel vedere la mia faccia sorpresa, ha sentenziato che è obbligatorio. Io, più probabilmente, direi che la vicinanza con i musulmani ha fatto sì che si creassero delle analogie con il ramadàn, anche se in maniera decisamente moderata.

   Io con i diguini non vado molto d’accordo. Anche perché ho scolpito nella mia mente le parole di un prete illuminato il quale, tanto tempo fa, durante un’omelia molto coinvolgente, disse che il vero digiuno è quello dal peccato. E, per me, il vero peccato è il male gratuito, l’odio.

   Ma, questo, è un concetto che è già dentro di me. Non devo ricordamene solo in questo periodo dell’anno, perché mi appartiene.

   La nostra Pasqua è stato un momento dolce, di amore e condivisione. Nel post precedente vi ho raccontato, in breve, della nostra Settimana Santa e vi ho mostrato qualche foto della suggestiva Messa alla quale abbiamo partecipato. E’ stato bello e coinvolgente rivivere quei momenti in una chiesa tutta in pietra, gremita di persone e illuminata solo da centinaia di candeline, come vuole la tradizione locale. Il Fuoco Benedetto.


   L’indomani abbiamo preparato il nostro trolley e siamo andati a passare due giorni in montagna, con i nonni. Quella montagna santa e bellissima di cui tante volte si parla nella Bibbia.

   Ormai sapete bene quanto io ami la notte, soprattutto quando ho la possibilità di passeggiare e vivere il fascino della sua magnificenza. Così, io e il mio fuoco abbiamo approfittato del sonno dei nostri bimbi, amorevolmente vegliato dai nonni, per inoltrarci in quella natura rigogliosa. Mentre bevevamo la nostra birra ghiacciata e sgranocchiavamo mandorle appena colte, come piace tanto fare a lui, senza accorgecene andavamo giù, giù e ancora giù per il sentiero. Nel buio profondo e silenzioso di quella notte di miracoli. Finchè, ad un tratto, ci siamo ritrovati di fronte a questa immagine così bella, nella sua semplicità, da farmi emozionare, ricordardandomi che Lui era proprio vicino a me, anche se 2000 anni prima, in quello stesso cielo.



Un alito di vento ha soffiato su quel velo, facendolo vibrare, insieme alla mia anima.

10 commenti:

miss suisse ha detto...

Mi hai fatto emozionare..devono esser dei posti incredibili e davvero suggestivi!

Cristina ha detto...

Quando ti leggo il mio cuore batte più forte.. I luoghi in cui vivi e il tuo modo di narrare regalano emozioni sempre nuove. Grazie!!! E buon fine settimana. Cris

the siren ha detto...

@Miss Swiss, grazie! Lo sono!

@Cristina, mi hai fatto un complimento bellissimo, è la cosa più bella che potessi dirmi. Grazie a te per dedicarmi sempre un pò del tuo tempo! Buon fine settimana, ciao :-)

Anonimo ha detto...

Emozionante sapere che Gesù 2000 anni fa passava di qua...bella questa tua frase,nn solo nel stesso cielo ma stessa terra...Beati voi tutti...
concordo cn la tua amica quando dice che è emozionante leggere delle cose profonde,a toccarti profondamente l'anima...
baci
tvb

Anonimo ha detto...

e' vero. la Pasqua in Libano ha un sapore particolare. fa sicuramente effetto sapere di camminare sui luoghi dove ha camminato Gesu'.

sai che i ragazzi che conoscono io non mangiano carne tutti i 50 giorni della quaresima, non solo il venerdi'.

andreapac ha detto...

Una Pasqua speciale come la mia. In quella notte illuminata da un fuoco prepotente tante persone Hanno aspettato la mezzanotte e all'inizio della messa della resurrezione abbiamo avuto il battesimo di 5 gioveni maggiorenni che hanno scelto di unirsi alla grande famiglia dei cristiani. Tanti scambi di auguri e auguro anche a te una Pasqua lumuinosa nella luce di Cristo

the siren ha detto...

Grazie Andreapac, racconto bellissimo. Dev'essere stato un momento intenso e toccante.

the siren ha detto...

@clo, grazie. E' vero, è una grande emozione!
@Maleesh, davvero? Sono in tanti?

Maria ha detto...

Beh questa situazione del Libano non mi è nuova....anche in Romania succede più o meno la stessa cosa...il venerdì non si mangia carne...ma non solo quello di Pasqua..in generale tutti i venerdì senza carne..e il venerdì prima di Pasqua digiuno totale.. hai visto? e in Romania sono ortodossi...tutto il mondo è un paese....e chissà quante cose uguali o simili ci sarebbero ancora...comunque bellissimo..quando eropiccola lo facevo anch'io con la mia mamma...poi mi sono allontanata ed ho perso un po queste tradizioni...pensa che la notte di Pasqua la si trascorre tutta nel cortile della chiesa con un cesto pieno di cose da mangiare per il pranzo di Pasqua...si aspetta la messa del mattino tutti insieme..e durante la messa il prete benedice tutti i cesti...finita la messa tutti insieme si fa colazione nel cortile della chiesa e poi ogiuno a casa propria con la famiglia...facendo prima un salto al campo santo per condividere con le persone che abbiamo perso questo giorno di Pasqua....questo succedeva quando io ero piccola..adesso non so...forse con gli anni si sono perse un po queste tradizioni...brava Angela..è bello leggere quello che scrivi..anche se non sempre riesco a lasciare dei commenti..un abbraccio a tutti

the siren ha detto...

Grazie Maria! E grazie tantissime per i tuoi racconti, che bello, non conoscevo affatto questa tradizione rumena. Mi hai incuriosita tantissimo. E' molto bello mantenere vive le tradizioni, magari un giorno chiedi alla tua mamma se qualcosa è cambiato, e continua a raccontarmi, questo scambio è la cosa che mi piace di più del blog. Un abbraccio forte anche a te!