L’anno scorso, in questo post,
vi parlavo del fiore del Libano. Il fiore dei fiori. Il più bello ed il più
profumato. Quello che mi porta indietro nel tempo facendomi risentire sulla
pelle i momenti più romantici che mi legano a questo paese.
Questa che
vedete qui è la nostra meravigliosa pianta in fiore, durante una notte calda e
stellata di questo giugno.
Io sono una
romantica, lo avrete capito. Adoro stordirmi evocando sensazioni, creando
atmosfere, cercando emozioni, ma anche sperimentando tutto ciò che è nuovo.
Insomma, sono una drogata di vita. Ho un bisogno fisiologico e irresistibile di
stimoli e sensazioni forti. Nuove o riprodotte, non importa. L’importante è che
ci siano.
Un semplice
profumo, può avere il potere di farmi volare su un altro continente, in mezzo a
gente di un altro colore e dalla vita completamente diversa dalla mia. Aprirmi
la mente. Può ricordarmi un momento appartenuto ad un’altra vita, come al
giorno prima, uno di quelli dolcissimi come acqua e zucchero nel panino al
latte. Oppure può aprirmi un mondo di sensazioni nuove, tutte da vivere.
Il profumo
della gardenia è uno di quelli. Essere riuscita a trovare, dopo anni e anni di
ricerche vane, l’essenza del profumo che più amo al mondo, non dico che mi ha
fatto esultare, ma quasi.
Quando la
gentile signora, proprietaria dello squisito negozietto, mi ha mostrato i
saponi alla gardenia, ho avuto un sussulto, ho sgranato gli occhi, ho allungato
un braccio e, involontariamente, glieli ho praticamente strappati di mano. Poco
dopo il colpo di grazia: l’olio per il corpo. È stato quasi come morire. Un
bouquet di profumatissime e delicatissime gardenie tutto per me, appoggiato
sulla toletta nella mia camera da letto e da sentire e risentire, sulla mia
pelle, in qualsiasi momento.




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