È iniziato silenziosamente. Senza botti, spari, fuochi, urla, musica assordante. Come un soffio di vento che, nel cuore della notte, scuote delicatamente gli alti alberi delle montagne e ne accarezza le fronde per farle mormorare. Come un soffio di vento che corre spericolatamente nelle immensità del cielo, libero e felice, senza ostacoli con i quali scontrarsi per continuare la sua corsa verso l’infinito.
Insieme con quel vento, abbiamo scelto di lanciarci, anche noi, nel nostro futuro. Incuranti di tutto il resto. Tutto quel resto di cui vi accennavo pochi giorni fa. Lasciandolo dietro di noi. Dimenticandolo alle nostre spalle. Potenti e determinati nel non voler rinunciare alla nostra libertà, alla nostra serenità, alla nostra bellezza. Ed insieme con quel vento, nella quiete apparentemente immobile della natura, abbiamo delicatamente festeggiato.
In quella notte di bagordi, non si udivano altre voci oltre alle nostre, al soffio eolico, al fruscio delle foglie e al canto degli animali notturni.
Siamo stati a casa di amici, nostri vicini lì, sulla montagna. Amici dolci e gentili. Quel genere di amici a casa di cui ci si sente a casa propria. Abbiamo preparato la cena insieme, mentre i bimbi tranquillamente giocavano. A volte, le caselle della vita si incastrano in modo curioso. Lui è importatore esclusivo per il Libano di moltissimi prodotti alimentari italiani di qualità. Potete comprendere come mi sia sentita aprendo la sua dispensa e il suo frigorifero. Avrei divorato tutto in un secondo!
A volte, basta davvero poco per passare una serata speciale e stare bene.
Durante il nostro ritorno verso casa, abbiamo attraversato il silenzio. La natura gelida, nella notte, era intervallata soltanto, sporadicamente, da quelle lucine colorate e intermittenti che segnalano la presenza umana. È festa, ancora.
Ma davvero questo anno è passato? Ancora ne sento qualche postumo, qualche ammaccatura. Devo proprio liberarmene del tutto. E lo farò, giuro.
Prossimo disco, amici, qui, su radio sirena. Volume. Sentite il rumore ruvido della puntina? Ho voglia di vintage: “frrrrrrrrr…”
Guns n’ roses, Patience.






4 commenti:
come tutte le cose inaspettate e non programmate sei riuscita a fare un capodanno come si deve..delicato e dolce...lo sai che la polvere e lo sporco si tolgono con gesti lenti e delicati? Mi chiederai cosa c'entra...ahhaa sirena..c'entra eccome..niente botti, niente casino, e piano piano con gentilezza puliamo le cose orribili dell'anno passato portando a lucido tutte le meraviglie che ci stiamo costruendo qui...Buon Anno!!!!
Dany
Grazie Daniela...
Buon Anno! E buon riinizio.
Grazie infinite!
Posta un commento