All’inizio del mio percorso universitario, mi ero indirizzata verso le scienze pedagogiche. Più leggevo, ascoltavo, studiavo e approfondivo e più ne rimanevo affascinata e coinvolta. Ragionavo sui pochi bambini che popolavano la mia vita a quell’epoca e cercavo di applicare quanto apprendevo alla realtà.
Ammetto che non riuscivo a non pensare ai figli che vedevo già come una certezza nel mio futuro. Immagazzinavo, archiviavo dentro qualche scomparto della mia mente, tutto ciò che mi colpiva di più, immaginando che tipo di madre sarei stata, ragionando su come avrei voluto crescere i miei figli, su cosa sarebbe stato meglio per loro, ma soprattutto su quale potesse essere il percorso migliore per renderli persone libere e felici.
Con un piccolo rimpianto vi dico che non ho portato a termine questo corso di studi. Il mio amore per la letteratura, il teatro, la scrittura, le lingue e le culture straniere, hanno avuto il sopravvento. Ed è grazie a quegli sudi meravigliosi e appassionati, che mi hanno aperto la mente, il cuore e l’anima, che sono diventata la persona che sono. Tuttavia, non ho mai dimenticato quei concetti che avevo seminato dentro di me e che, parallelamente alla mia crescita personale, sono riusciti a trasformarsi in teneri germogli.
Prima della nascita di mio figlio Leonardo, ben quattro anni e mezzo fa, tornata in Italia per le vacanze estive, mi ero messa alla disperata ricerca di tutti quei libri accuratamente conservati, in attesa di essere ripresi in mano all’occorrenza. Purtroppo, come spesso accade in questi casi, non sono riuscita a trovarli. Probabilmente a causa dei lavori di riassetto della casa, ad opera di mia mamma, in seguito alla dipartita di noi figli. Ho lasciato passare tre anni prima di decidermi ad acquistare di nuovo quei testi. Non l’ho fatto prima forse perché speravo che, prima o poi, sarebbero saltati fuori. E poi, devo ammettere che, in un primo momento, lo sconvolgimento dovuto al diventare madre mi aveva un po’ addormentata. Finalmente, qualche mese fa, la lettura di blog interessanti, come Mamma Felice e La casa nella prateria, che sostengono la pedagogia Steineriana e Montessoriana in particolare, proponendo diversi tutorial per la preparazione di giocattoli educativi, mi ha scossa dal mio torpore e mi ha dato la spinta a riprendere in mano tutto. Ho ricomprato i libri che non avevo più trovato, integrandoli con alcuni tra quelli suggeriti da Claudia sul suo blog.
Vi confesso che immergersi in quelle letture a distanza di anni, con una maturità personale diversa, ma soprattutto con una sensibilità correlata alla mia nuova condizione di mamma, ha portato a riflessioni e conclusioni molto più approfondite e accurate. Senza dubbio differenti.
Tra le letture riprese fino a questo momento, quella che certamente mi ha colpito di più è stata quella inerente la pedagogia di Steiner. In quelle parole e in quelle idee ho riconosciuto i semi dai quali hanno preso vita quei germogli di cui vi parlavo prima, che ho curato con passione in modo da farli diventare verdi piantine capaci di dare addirittura dei frutti, che spero possano essere utili anche per voi.
Il fatto che io mi senta particolarmente affine a questo modo di intendere la crescita dei figli risiede, probabilmente, nel mio spirito indipendente, libero e curioso. In quelle pagine rivedo me stessa, le mie idee, i miei stessi metodi ed obiettivi. E tutto questo mi ha vagamente sconvolta.
Amici credetemi, vale la pena sperimentare questo genere di letture. Io certamente vi darò dei suggerimenti e traccerò delle linee guida per voi, in modo da introdurvi all’argomento e per semplificarlo il più possibile. Stay tuned, si apre un nuovo meraviglioso capitolo J
When I started my university career, I made my way towards pedagogical sciences. The more I read, listened to and studied in depth, the more I got fascinated and involved in. I used to think about the few kids who were in my life in that period. I tried to apply what I was learning to the reality. And I grant that I couldn’t stop to think about those children I already saw in my future life.
I used to place in some compartment of my mind, all those ideas that especially struck me. I used to imagine what kind of mother I would have been, to think about the way I would have wished to bring up my children, on what would have been better for them, but, above all, on the better way to help them to be happy and free.
Regretting a little, I tell you that I didn’t keep on with this career. My huge love for literatures, theatre, writing, foreign languages and cultures, succeeded. And, thanks to this wonderful studies, which opened my mind, my hearth and my soul, that I became the person I am. But I have never forgotten all those concepts that I had sowed inside me and which could become tender germs, together with my personal growth.
Before my son Leonardo was born, almost 4 years and a half ago, when I went back to Italy for my summer holydays, I started to look for those books carefully kept, in order to be taken up again in case of need. Of course I didn’t find them. Maybe because of the reorganization works of my mother’s house, after our departure. I waited more than three years before deciding to buy them again. Probably I hoped that, first or late, they would have appeared again. Furthermore, I have to admit that, at the beginning, the upsetting caused by my new condition of being a mother numbed my wills. Finally, some months ago, reading some interesting blogs, such as mamma felice and La casa nella prateria, which stands especially for Waldorf education and for the Montessory method , proposing many tutorials in order to create educative toys and many kind of other activities, woke me up and made me decide to start again. I bought again what I didn’t find, supplementing with Claudia’s suggestions.
I have to confess that reading again this kind of books, after many years, with a different personal maturity, but, above all, with a different sensibility depending on my new conditions of being mother, has driven me much more in depth.
Between the books I have started again till this moment, I have been more impressed by the one who talks about the Waldorf education. In those words and in those ideas I recognized the seeds that generated the germs I talked you about and that I took care of inside my soul, hopping to see even some fruits for helping me and you.
Maybe I feel so alike to this way of bringing up the children because of my free, curious and independent spirit. In those pages I saw myself, my ideas, my own methods and objects. And all this shocked me a little bit.
Believe me, my friends. It’s really worth trying this kind of readings. It’s interesting and it will open our minds to understand much more about our children.
Of course I’ll give you some suggestions and I’ll try to introduce you to this matter in order to make it easier to understand. So, stay tuned, a new wonderful world is going to open its doors to us.

5 commenti:
d'accordissimo su tutto!
ciao siren
condivido tutto ,dove abito c'è un asilo steineriano e nel capo luogo
c'è pure la scuola fino alle superiori ,beh ogni volta che fanno i laboratori di manualità aperte al pubblico per far conoscere il loro metodi , io mi presento puntualmente li fanno semmpre presso l'asilo ,cosa dire sono ambienti confortevoli ecc però uscita da lì sono consapevole che il mondo fuori è poco incantato ......
un abbraccio dallo stivale
Questa è stata una delle critiche più spesso mosse alla pedagogia steineriana. In realtà il fatto che il mondo fuori sia poco incantato, non deve impedirci di godere delle cose belle e di cercare di rendere migliore la nostra vita, mantenendo comunque i piedi ben piantati per terra :-) Non credi? Un abbraccio a te!!
Attendo con impazienza i prossimi post! D'accordissimo sul cambiamento / approfondimento di pensiero che il ruolo di mamma provoca ;-)
Nice blog :D
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