lunedì 29 novembre 2010

Beirut

   Immaginate di mettere un po’ di America in Medio Oriente, cosa ne viene fuori? Beirut, con le sue contraddizioni ed i suoi eccessi. Perché Beirut è proprio questo: la città delle contraddizioni e degli eccessi, la città dei contrasti stridenti, la città dell’apparire a tutti i costi. Qui le mezze misure non esistono. Una città traboccante di vita.
   Beirut è come una bottiglia di champagne. Ambita, bella, profumata, dolce e piena di bollicine che ti pizzicano le labbra. I “viveurs” non smetterebbero mai di berne, un bicchiere tira l’altro. Non ci si rinuncia facilmente. Al contrario, non è bevanda per gli astemi. Questi non possono assaporarne la squisitezza. Pregiata e desiderata, riesce a dare euforia ed ebbrezza a chi si lascia trasportare dal suo inno alla vita e alla gioia. Con il suo tripudio di colori e di insegne luminose, la sua inarrestabile vita notturna, le attività commerciali in marcia 24 ore su 24, le macchinone, il lusso sfrenato e l’incanto della natura, ma soprattutto l’irrefrenabile voglia di vivere, di divertirsi e di apparire dei suoi abitanti ti travolge e ti conquista.

   La sua duplice identità salta subito all’occhio. Ormai a me, per sentirmi di nuovo in Libano, basta arrivare in aeroporto, al gate, dove ci sono i libanesi che aspettano d’imbarcarsi. Li riconosci subito, non è necessario leggere il numero della porta d’imbarco, in alto. Serenamente fianco a fianco, donne velate, grassocce e un po’ sciatte e “vamps” (più simili ai viados brasiliani che a donne vere) mezze nude, ondeggianti su trampoli di perlomeno 10 cm, con le tettone in bella mostra stile “drive in”, manicure, pedicure e acconciatura impeccabili, smoky eyes, faccia di plastica e sguardo da gattone in calore. E’ possibile incontrare anche molte belle ragazze non ritoccate, ma, spesso, l'atteggiamento ed il modo di fare non mentono, c'è quasi sempre un che di artificiale. L’abbigliamento, poi, è inconfondibile: la donna libanese dev’essere appariscente sempre e comunque. La sobrietà e il senso della misura qui non sono di casa. Tra gli uomini, invece, non ci sono grandi differenze. Cristiani o musulmani, ricchi o poveri, sono quasi sempre abbigliati di nero, generalmente bruni, con bellissimi occhi scuri dalle ciglia lunghe, pochi capelli e tanti peli.

Una volta atterrati sul suolo libanese, le contraddizioni di questo suggestivo paese continuano a sorprendere e a fare, a volte, sorridere…

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