Il viaggio che mi conduce da Beirut, la mia città d’adozione, a Messina, la mia città natale, è lungo e faticoso. Affrontarlo da sola, con due bambini piccoli da accudire, costituisce davvero una prova di coraggio. E, per i più piccoli, potrebbe essere sì eccitante, ma anche fin troppo stancante. Per questa ragione, sono, normalmente, contraria all’inflizione di simili torture ai bambini, se non in casi veramente eccezionali.
Nonostante tutto, però, una volta l’anno, tutti gli anni, in estate, lo abbiamo impavidamente affrontato, pur di poterci abbandonare alla dolcezza del trascorrere un po’ di tempo con i nostri cari. E di farci nuovamente conquistare da quella magia antica e mitologica che esala dal suolo della nostra amatissima Sicilia.
![]() |
| Messina, piazza Cairoli :) |
Quest’anno, a conferma del fatto che la crescita dei bambini è direttamente proporzionale a delle piccole riconquiste personali, ci siamo concessi il lusso di un viaggio anche durante i mesi invernali. Erano cinque anni che non lo facevo. Da cinque anni che, durante tutto il lungo inverno, non mi muovevo dal Libano. Che cambiamenti enormi siamo capaci di affrontare per amore dei figli! Non me lo sarei mai aspettato da me stessa. Io, che passavo la vita con la valigia aperta ai piedi del letto, l’avevo chiusa e conservata in cantina. Stop. Capitolo chiuso. Solo qualche sospiro, ogni tanto. Ma niente di più.
Pian piano, qualcosa è cambiato. Brezze di speranze, piccoli progetti, boccioli di idee hanno cominciato a farsi spazio e conquistato un loro posticino nel caos colorato e palpitante della mia mente.
Così, quest’inverno, dopo aver osservato quanto fossero cambiati i miei piccoli, ho cominciato a pensare seriamente ad alcuni di questi progetti, tra cui quello del viaggio. Soprattutto rendendomi conto che la mia piccola Ilaria non era più un delicato bebè, ma una bimba allegra e adorabile, che ama gironzolare insieme a me.
Certo, in un viaggio così lungo bisogna tenere conto della possibile stanchezza, che nei bambini piccoli può giocare brutti scherzi. Ma speravo di essere capace di gestirla. Questa timida idea si è lentamente trasformata in un progetto concreto, ha preso corpo e, infine, ci siamo decisi a pianificare questo viaggio.
Eccoci qua, amici. E il cuore mi scoppia di felicità. Anche grazie ad una nuova consapevolezza. Quella che anche una mamma cresce. Matura come un succoso frutto. E, da acerba e un po’ insipida, si ammorbidisce fino a diventare squisita.



5 commenti:
Hai fatto proprio bene. Immagino che viaggiare con bimbi piccoli sia un trambusto non da poco, ma ogni tanto bisogna tornare a casa, no? :)
Sicuramente anche la tua famiglia sarà felicissima di potervi coccolare
Brava. Per quanto tu possa amare la terra che ti ospita, tornare a Casa ogni tanto per ricaricare le pile è assolutamente necessario.
Chissà i tuoi cari come sono stati contenti a vedere te e i piccoli!
Un'altra siciliana! Sto scoprendo il tuo blog adesso ed è sempre bello leggere di posti lontani e diversi dal nostro... e poi un minimo di patriottismo non fa male!
Posta un commento