Ieri Leo ed io
non abbiamo fatto il bagno al solito posto. Ci siamo spostati di circa 300 m
verso il faro, per raggiungere Francesco, un piccolo amico conosciuto
quest’estate. Abbiamo scoperto che i suoi amabili nonni sono dei vecchi
conoscenti di mia mamma e dei miei zii, perché anche loro originari di questo nostro
incantevole paesino: Capo d’Orlando.
Sono cose normali nei posti di mare, si
giocava in mezzo alla strada quindi ci si conosceva tutti. E sono cose normali ancora oggi, nel 2012, perché i paesi di mare sono paesi di mare sempre: aperti, liberi e un po' selvaggi. Proprio come le anime di chi li abita e di chi gli appartiene.
In quella
strana giornata d’agosto, c’era un po’ di mare di riporto. Si tratta di un
fenomeno marino secondo il quale, nonostante l’assenza di vento, si creano
delle onde per la forza sprigionata da qualche altra parte, in lontananza, dove
il mare è mosso.
Tuttavia, fare
il bagno quasi sotto il faro regala poesia ad ogni bracciata, ad ogni istante.
Il faro rosa,
lo chiama Ilaria. Perché è vero. Il faro di Capo d'orlando è diverso da tutti gli altri: è un faro rosa.


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