Anche oggi il
mare era incantevole. Piatto e trasparente. Ho afferrato il canottino dei miei
bimbi e mi sono spinta sempre più in là. Si tratta di una forza misteriosa che mi
trascina a largo, ed io senza quasi rendermene conto mi trovo da sola, in mezzo
a tutto quel blu.
È sempre così.
Lontano,
sempre più lontano. Sola, lì dove sento soltanto quel fragore che ogni tanto
emette l’acqua nel suo incresparsi. Mi piace guardarlo ed ascoltarlo. Non c’è
essere umano che mi faccia lo stesso effetto.
E poi, quando
metto la testa giù, resto inesorailmente intrappolata nell’abisso, con i suoi
suoni ovattati e lontani. Io vorrei non lasciarlo mai più. Faccio sempre una
gran fatica a riemergere e decidere di
tornare a riva. Il cliché è sempre
uguale: la molla che mi tira di nuovo sulla terra ferma è la vista dei miei
bimbi che, staccandosi dalle attività in cui erano impegnati con gli amichetti,
si sbracciano per attirare la mia attenzione.
Ma va bene
così. Il mio abisso, con il suo blu perfetto e carezzevole, lo rivedrò ancora
domani. Ancora da soli, lui ed io, nella nostra unione perfetta.

Nessun commento:
Posta un commento