Una delle cose
che ho imparato e che mi hanno stropicciato di più, durante il percorso per
divenire consulente per l’allattamento, è stata la scoperta che la stragrande
maggioranza delle mamme, in tutto il mondo, ha latte in abbondanza per i
loro piccoli. Una scoperta che mi ha colpito profondamente perché in totale
contrasto con quello che vedo e sento intorno a me. Come è possibile, allora,
che moltissime donne, ormai da diversi decenni, non riescono ad allattare i
propri bimbi, per insufficienza di latte? Come è possibile che, a volte,
siano proprio gli ospedali o i pediatri a sentenziare che il latte non è
sufficiente? Dov’è l’inganno?
Possibile che,
le grandi aziende multinazionali, produttrici di alimenti e prodotti per
l’infanzia, come infernali macchine da guerra, spietate e assatanate, abbiano
avidamente calpestato, distrutto e fatto tabula rasa di tutto quel patrimonio
di consigli, supporto e amore che si era tramandato di donna in donna, durante
secoli di umanità?
Che vuoto. Ho
sentito in me la desolazione di una bomba esplosa nel vuoto e nella
distruzione.
La verità è
che tutta la società, nel corso del secolo scorso, ha subito un bombardamento
ed un vero e proprio lavaggio del cervello. Talmente profondo che, una mamma
che allatta deve subire una fortissima pressione dall’esterno, da parte di
tutto un mondo che gira intorno a lei e non capisce più questo “miracolo” della
natura. Tutti mettono in dubbio l’abbondanza, se non addirittura la presenza,
la consistenza, la bontà del latte materno. Non c’è informazione, manca
un’adeguata educazione. A parte le consulenti per l’allattamento che, giorno
dopo giorno, studiano, si informano, si documentano, si aggiornano, offrono il
loro aiuto con amore sincero, nessun’altra figura è realmente preparata in
materia (neanche moltissimi medici, pediatri o personale ospedaliero, lo
sapevate?).
È proprio così
che, infine, la stessa mamma, sfinita, piena di dubbi, sballottata e
strapazzata dai suoi ormoni e dalle forti emozioni, si autoconvince che, in
effetti, non è possibile, che forse è il caso di dargliela quella piccola
aggiunta di qua e di là, per sicurezza. Ecco che, quel meccanismo avvelenato si
è instaurato. E così, inesorabilmente, anche la fine dell’allattamento al seno.
Una soluzione
a tutto questo c’è, amici: l’informazione e il supporto. Perché, la maggior
parte delle mamme, se adeguatamente informate e supportate, possono allattare i
propri piccoli.

4 commenti:
Ho divorato questo articolo. Sono uscita dall'ospedale imbottita di antibiotici per un problema post parto e il pupo non si attaccava. Davo l'aggiunta e non avevo latte. Avevo letto (e studiato un manuale apposito) che allattare aiutava a contrastare la depressione post partum e dato che in famiglia è una malattia frequente, io volevo allattare. Per me e per il mio pupo. Munita di tiralatte l'obiettivo è stato di togliere l'aggiunta. Dopo due mesi di bibe e tiralatte ho tolto l'aggiunta. Ma lui ancora non si attaccava e per altri 4 mesi ho usato il tiralatte. Vabbè, la faccio breve: se avessi ascoltato gli altri avrei mollato. Il pupo ha 18 mesi e sto ancora allattando. Sta bene, dorme, è sereno e io con lui.
Grazie per il tuo articolo!
Wow!! Fantastica donna, forte, determinata e piena d'amore :) Purtroppo tantissime mamme non ce la fanno, in quei momenti di scombussolamento, spesso, le pressioni esterne sono troppo forti per riuscire a contrastarle con determinazione :(
Grazie a te per la tua testimonianza!
Hai ragione. Informazione e supporto sono essenziali, così come la serenità della mamma. Io ho allattato la mia grande solo per un mese e mezzo (con aggiunta) e sto ancora allattando la mia piccola di 18 mesi (anche se siamo in fase di arresto).
Pensando al passato, non penso che il problema, con la prima fosse il non avere latte, è solo che non ero sufficiente serena per affrontare la pratica dell'allattamento che è sì la cosa più bella del mondo, ma è anche abbastanza impegnativa, soprattutto all'inizio.
Comunque sono anche contenta di aver superato i sensi di colpa che mi hanno accompagnato per non aver allattato la mia prima figlia. Io sono favorevole all'allattamento al seno, ma se (seppur informate e supportate) proprio non ci si riesce, è bene farsene una ragione e non colpevolizzarsi.
Brava Laura! Complimenti :)
Certo, non è sola la paura ad impedire ad alcune mamme di allattare con successo, hai ragione quando dici che è anche impegnativo. Però io credo che, moltissime volte, se davvero aiutate e supportate, quasi tutte ce la possano fare. E non bisogna farsene una colpa, perché qualsiasi decisione si prenda, l'abbiamo valutata ed è certamente la migliore per la serenità di tutta la famiglia :)
Buon fine settimana!
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