domenica 23 gennaio 2011

Iracheni

Una delle prime cose che il  mio “fuoco” mi disse quando ci conoscemmo, fu che è di religione cristiana. Io non gli credetti subito. Da ignorante qual ero, pensavo che il Medio Oriente fosse territorio interamente islamico. Mi sbagliavo di grosso. Addirittura pensai che fosse una di quelle bugie di cui i maschietti si servono quando vogliono fare colpo. Non che avessi niente contro i musulmani, semplicemente mi sembrava strano. Per convincermi dovette mostrarmi la croce che portava al collo e sottolineare il fatto che il suo nome fosse prettamente cristiano. Particolare al quale io, stupidamente, non avevo prestato attenzione.
   Chissà perché, nella mia testa e, credo, anche nell’immaginario collettivo, questa zona è vista esclusivamente come la terra di Maometto. Quasi un altro mondo, lontano anni luce dal nostro e incomprensibile. Per alcuni versi è così, ma, il Libano in particolare, ci è più vicino di quanto si possa immaginare.
   Prima di tutto perché, come vi dicevo, anche questa è terra di Gesù. Anzi, tutto il Medio Oriente è terra biblica. Ci pensate che Abramo era “iracheno”? Questa riflessione fa quasi venire i brividi…
   In Iraq, ai tempi di Saddam Hussein, i cristiani erano tantissimi ed erano protetti dalla dittatura, anche se sottomessi. Sembra quasi una bestemmia il fatto che, adesso, invece, debbano fuggire nelle maniere più disparate per salvarsi dallo sterminio.
   Il portiere del mio palazzo è un giovane iracheno, con la sua sorridente moglie ed un bimbo di nove mesi. Qui, in Libano, ce ne sono migliaia, di iracheni. Questo paese, fatto di gente generosa e ospitale, accoglie tutti. Innumerevoli profughi, provenienti da diverse terre sfortunate, hanno trovato qui un tetto e hanno potuto continuare a vivere, se non altro, serenamente. Spesso, questi ospiti, come è normale che accada, vengono criticati, a torto o a ragione, per svariati motivi, dalla popolazione locale. Tuttavia, non ho mai sentito una parola negativa su questi sventurati discendenti di Abramo. Sono tutti onesti lavoratori, con un altissimo senso etico, rispetto per il prossimo e con una religiosità e culto per la famiglia quasi inverosimili. Certe volte mi fermo a pensare e, veramente, la loro realtà, non solo mi sembra atemporale, ma la loro incorrutibilità mi lascia attonita. Che forza interiore devono avere!  
   Oggi, nel 2011, intere famiglie, compresi donne e bambini di tutte le età, pur di non accettare una conversione forzata all’islam, rigidi e fortissimi nella loro fede cristiana, sono disposti ad accettare il martirio (sì, perché di questo si tratta) oppure di scappare, in qualsiasi modo, a qualsiasi costo. Per salvarsi e salvare la loro fede. La loro dignità.
   Oggi come allora, dopo migliaia di anni, non è cambiato nulla…
   Incredibile? No, non lo è. Per noi, forse, è incomprensibile. Perché la nostra storia, la nostra cultura, la nostra spiritualità sono completamente diverse.
   Loro, discendenti di grandi popoli e grandi civiltà, figli di Abramo, sono un popolo antichissimo, con una storia e delle tradizioni a noi quasi sconosciute. E, soprattutto, la loro profonda spiritualità ha origini lontanissime, consolidatesi attraverso i millenni, anzi rafforzatesi per non affogare in un mare musulmano.
   In realtà, il cristianesimo affonda le sue radici proprio qui, in Medio Oriente. Quindi, la sua vera spiritualità è profondamente legata alla cultura di questi antichi popoli, che, in origine erano cristianissimi, ma subirono l’islamizzazione forzata a partire da Maometto, nel sec. VII. Ciononostante, le presenze cristiane sono rimaste intatte, anche se fortemente diminuite nel numero e, purtroppo, temo che siano destinate a scomparire del tutto…

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