Questa notte, durante la sua lunga passeggiata per i cieli di tutto il mondo, la vecchia befana è passata anche da qui. Ha riempito le due borsette che i miei bimbi avevano appeso all’ingresso, con tutti i biscotti e i cioccolatini che amano di più e se n’è tornata sulla sua scopetta per scorrazzare a destra e a manca. Beata lei, che se ne va a passeggio tra le stelline! Noi, invece, restiamo qui a goderci quest’ultimo giorno di festa con un pizzico di nostalgia già nel cuore.
Si conclude così il periodo più dolce e magico dell’anno e, come sempre, non mi va. Non mi va di smontare l’albero, di togliere le lucine e di disfare il presepe. Non mi va di eliminare le decorazioni natalizie da casa mia. Non mi va di rinunciare a torroni e pandori. Non mi va di non poter apparecchiare la tavola con le tovaglie natalizie. Non mi va di non poter più organizzare festine a base di pacchetti da scartare e dolciumi. Non mi va di togliere i cd con le canzoni di Natale dallo stereo. Non mi va di rinunciare a vedere la città agghindata a festa. Non mi va di affrontare i mesi più lunghi, freddi e bui dell’anno. Sì, perché il buio mi piace di notte, non di pomeriggio.
Sarà che, quando andavo a scuola, detestavo che finissero le vacanze e che dovessi studiare di più per la fine del quadrimestre, l’antipatia per il mese di gennaio non mi è passata. Anzi, ora che vivo in Libano, si è estesa anche al mese di febbraio, visto che qui non esiste il carnevale.
In Italia, il carnevale spezza il grigiore invernale con il suo turbinio di colori. A febbraio sul mio cuore si riaffacciava uno spiraglio di luce proprio grazie a questa nuova attesa. Ma qui, che il carnevale non c’è, come faccio a togliere i dolcissimi segni del Natale da casa mia senza disperarmi?
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