martedì 18 ottobre 2011

La lampada ad arco, al chiaro di luna.



  
 Oggi voglio svelarvi un altro significativo dettaglio della mia casa che, naturalmente, la dice lunga anche su di me. Si tratta di un pezzo talmente universalmente amato, che è davvero difficile non averlo mai notato in casa di qualche amico. Lo è talmente tanto che rischio, addirittura, di sembrare banale nel confessarvi il mio debole per lei: la lampada ad arco dei fratelli Castiglioni.
Un oggetto che ho desiderato in modo così insistente da divenire quasi un miraggio. Me ne innamorai a soli 16 anni, quando sognavo il momento in cui avrei avuto una casa tutta mia. Agognavo la mia totale indipendenza e libertà e, una casa tutta per me, ne avrebbe rappresentato la conquista. Sarebbe stata il contenitore di tutte le mie stravaganze. La porta d’accesso di un mondo parallelo, su un'altra dimensione: la mia. Così, mi divertivo ad immaginarla e spalancavo gli occhi alla ricerca di ciò che sarebbe stato mio. Di tutti i pezzi che, montati insieme, avrebbero dato forma alla mia scatola magica.

   La vidi per la prima volta nel salone dalle pareti azzurre, in casa di una eccentrica pianista. Una donna appassionata e stralunata, un po’ come quasi tutti coloro che vivono un’esistenza scandita dalle sette note. Era la mamma di una mia cara amica dell’epoca.        Il suo mondo era la musica e ci si immergeva ogni volta che le si presentasse l’occasione. A me piaceva tanto ascoltarla. Osservare le sue mani leggere e la sua espressione trasognata. Mi affascinava vedere come si trasformasse completamente, come persino i tratti del viso ed i muscoli del collo le si distendessero. Fu allora che compresi che ciascuno di noi riesce ad essere veramente se stesso nel momento in cui insegue e persegue le proprie passioni.

   Così, di tanto in tanto, iniziai a chiederle di suonare qualcosa per me. Il mio pezzo preferito era il chiaro di luna, di Beetovhen. Chissà perché la luna e la notte ricorrono sempre nella mia vita. Una melodia dolce che, improvvisamente, si infuoca. Forse la mia anima già la percepiva come una trasposizione di sé. Lei mi rispondeva sempre con un sorriso: “solo un po’, però”. Si avvicinava alla sua lampada ad arco alloggiata vicino al pianoforte, con delicatezza la faceva ruotare e la posizionava in modo che la luce arrivasse diretta dove desiderava lei. Si sedeva sullo sgabellino nero e, senza esitazioni, attaccava il suo strumento, come una belva feroce fa con la sua preda, il cui lamento dolcissimo trafigge i cuori.

   Dentro di me ho conservato un ricordo vivido, anche se impolverato dagli anni. Un ricordo speciale, come solo i momenti legati ad una loro colonna sonora sanno essere. Io, con i miei capelli fin sopra le spalle, seduta lì, su quel divano di pelle beige che puzzava di gatto. Uno spirito giovane, ancora tenero, ma già infiammato, che iniziava a scegliere e incastrare i tasselli di un laborioso mosaico…

il mio salone con vista :)

8 commenti:

Anonimo ha detto...

e adesso troviano la sirena arredatrice o decoratrice come dicono qui...comunque grandiosa visto i risultati...
Dany

Il Mondo Capovolto ha detto...

Ognuno ho le proprie fisse nell'arredamento :D io sono nella fase in cui ancora fantastico su come sarà la mia casa!!! ;)
Però so già che la vorrò etnica *-*

Tamerice ha detto...

La prima volta che notai questa lampada fu in un appartamento di Sirmione, quando cercavo casa là. Era tutto in stile anni '70, optical, eccessivo... non mi era piaciuta proprio. Poi l'ho rivalutata vedendola inserita in altri contesti e spazi. Devo dire che è proprio un classico, che tiene nel tempo e si armonizza in diversi luoghi. Capisco il fascino della pianista, frequentavo il conservatorio (da ospite però, sono stata allieva ufficiale per pochi anni ma meravigliosi) e lo frequentavo anche per godere della musica altrui, anche solo gli esercizi di tecnica sono affascinanti. Io ero estasiata davanti ai violoncelli, il fascino del suono - simile alla voce umana dicono - ma bellissima anche la sua forma e il modo di suonarlo abbracciandolo e strapazzandolo ogni tanto.

destinazioneestero ha detto...

Anche a me quella lampada piace particolarmente. Purtroppo non ne ho mai acquistata una.

Giuliana ha detto...

Le lampade ... La magia che regalano con i loro riflessi ora dorati ora diafani. Io ne ho sparse ovunque, basta accenderne una e si spengono le luci del mondo per lasciare posto alla propria intimità . Per me e' come dire STOP fuori tutti i pensieri!!!

the siren ha detto...

@Dany, grazie!!
@Tamerice, il mondo della musica è un mondo a parte. Un mondo tutto speciale. A me spiace un po' non farne parte dal di dentro. Tu che invece hai potuto assaggiarlo, anche se per poco, sei molto fortunata. E quello che dici è bellissimo. Non conosco il violoncello, sai? Devo recuperare! Un suono simile alla voce umana... wow!

the siren ha detto...

@Giuliana, vero! Anche io le adoro. Riescono a modificare l'atmosfera e riscaldare tutti gli ambienti!

Leonard ha detto...

Hi great readiing your blog