domenica 21 ottobre 2012

L'attentato.



   Oggi nel mio paese sul mare, in Italia, è festa grande. Due giorni di festeggiamenti religiosi, di allegria, entusiasmo, gioia, devozione. Si festeggia Maria SS, patrona di Capo d’Orlando. 

Io sono lontana e tanti bei ricordi mi hanno accompagnata lungo tutta la giornata, scandendone le ore, come campane in festa. 

   Per un bruttissimo scherzo del destino, nel mio paese d’adozione, il Libano, è una giornata di lutto. Gli animi sono pieni di rabbia, dolore e umiliazione.

immagine presa da facebook



   Lo scorso venerdì 19 ottobre, come vi raccontavo nel post precedente, un’ autobomba è esplosa in Ashrafieh, un quartiere cristiano nel cuore di Beirut. Si tratta di una zona sempre affollata e molto frequentata anche dagli stranieri, che spesso la scelgono anche per viverci. È successo alle 3 del pomeriggio, che qui in Libano è una delle ore di punta. I bambini tornano a casa con le loro mamme o con gli scuolabus e soprattutto di venerdì tutti sono pronti ad iniziare il week-end. 

   Ci sono stati un centinaio di feriti e dieci morti. Tra questi il capo dei servizi segreti libanesi. Una volta accertato questo, è stata immediatamente compresa la natura dell’ incidente: un attentato terroristico che coinvolge la politica interna e, soprattutto, internazionale.

   Era da tempo che il Libano sembrava essersi finalmente affrancato da questi attacchi mostruosi e vigliacchi, dopo esserne stato vittima a lungo. Ed invece, in un attimo, eccoci ripiombati nel terrore.

immagine presa da facebook

   Ho sempre evitato di trattare questi argomenti qui sul blog perché Pierre, mio marito, me lo aveva caldamente sconsigliato. Ma non so se questa volta riuscirò davvero a tenere la bocca chiusa.

   Quella di oggi è stata una giornata lunga e triste. Ed io sono stanca, adesso. 

   Me ne vado a letto, amici. E cercherò di allontanarmi da tutto facendomi prendere per mano da Kerouac e i suoi vagabondi del Dharma, per chiacchierare insieme con loro di buddismo e di poesia, guardando le stelle, in cieli lontani.


8 commenti:

Unknown ha detto...

ti ho pensata oggi,mi dispiace tanto.
Spero che almeno la lettura possa distrarti un pò.Proprio ieri cercavo I vagabondi del dharma a casa dei miei per leggerlo :) Un abbraccio

Laura ha detto...

Abbiamo visto i funerali in diretta, insieme a tutto quello che li ha contornati. Io non sono addentro le vicende libanesi, i giochi politici e guerrafondai, ma mi sento ugualmente coinvolta da tutto quello che succede nella terra dei cedri, anche se ne sono fisicamente lontana. Ha ragione Pierre a chiederti di non parlarne troppo, ma hai ragione anche tu a volerti sfogare ed esprimere le tue sensazioni, chè tenersele dentro, non è affatto bello.
Che tristezza!
Ti abbraccio forte.

Cristina ha detto...

Accidenti Angela, leggo ora.. in questi giorni sono stata così presa dal convegno e poi nel fine settimana per riposare ho staccato tutto che non avevo sentito.. Poi qui se non guardi su internet le notizie di politica internazionale ai tg le mettono dopo tutte le patetiche questioni di politica nazionale, quando ormai l'attenzione è scesa o si è già cambiato canale. Ti sono vicina con il pensiero, sono cose orribili che gettano nello sconforto. Un abbraccio virtuale, ma tanto tanto forte. Cris

LaNinin ha detto...

Dai nostri tg qualcosa viene detto, ma in modo abbastanza nebuloso. Spero che ciò che è successo non si ripeta più.

the siren ha detto...

@Chandana, grazie!
Vedi la telepatia... tu come la chiameresti? Ci sono delle onde, energie speciali, che si riescono a trasmettere anche a distanza! :) Cercalo Sara e leggilo, è bellissimo!

the siren ha detto...

@ Laura, Cristina e La Ninin. Vi ringrazio tantissimo <3 <3 <3

Fenice ha detto...

Angela,
ti scrivo ora, ma sono giorni che ti penso. Volevo prendermi un po' di tempo, leggere bene ogni tuo post e riflettere...
Spero che la situazione torni presto alla calma. Spero che tu, i bimbi, tuo marito, stiate bene. Con questo non mi riferisco solo al corpo, ma anche allo spirito, all'anima.
Non deve essere facile per te, figlia adottiva del Libano, vedere questa tua seconda patria dilaniata da conflitti interni.
Io ti leggo sempre e solo un paio di volte ti ho commentato, ma ora non ce la facevo a restare dietro allo schermo.
Ho pensato che il mio abbraccio, seppur lontano e virtuale, dovesse prendere vita.

Saretta (da Roma)

the siren ha detto...

Grazie Saretta, grazie per avermi dedicato il tuo tempo, i tuoi pensieri e le tue parole. Questo mi rende felice :) Non è un momento facile, ma passerà, spero <3