Mentre noi trascorrevamo la giornata di
domenica chiusi in casa, e non per nostro piacere, ieri, in Place des Martyrs, la piazza più grande
di Beirut, si svolgevano i funerali solenni del generale Wissam Al Hassan,
morto assassinato nell’attentato terroristico di venerdì. In verità, più che di
una cerimonia religiosa si trattava di una manifestazione politica alla quale
sono accorse oltre 50.000 persone. Arrabbiate, stanche e profondamente umiliate
di fronte ad un destino che, nonostante passino gli anni e siano stati versati
fiumi di sangue innocente, non vuole cambiare.
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| immagine presa da facebook |
Noi abbiamo assistito agli eventi dal
televisore di casa. La cerimonia è stata struggente, come solo questi popoli,
rimasti legati ad antichi costumi, sanno ancora fare. Gli animi già caldi, si
sono totalmente estraniati dalla realtà per entrare in una dimensione ipnotica,
che ha raggiunto il suo culmine con i discorsi dei leaders alla fine della
celebrazione.
Il primo ministro non era presente. Strano.
O forse no, perché questo la dice lunga su quanto grave sia la frattura
interna.
In un attimo la folla ipnotizzata e travolta
dalla furia si è diretta verso il palazzo del governo.
Ed ancor più velocemente
la protesta si è trasformata in guerriglia urbana
Io detesto la violenza. In
ogni sua forma, fisica e verbale. Detesto e inorridisco di fronte a chi la
pratica. Ma aborro chi vigliaccamente, subdolamente o manifestamente, la
induce.



2 commenti:
Anche io detesto la violenza!
Ci sono conflitti che pare non si risolveranno mai....è io lo considero davvero ingiusto.
La violenza purtroppo ci fa scordare che in fondo siamo tutti esseri umani...Marica
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