martedì 23 ottobre 2012

Tranquillità.



   La guerriglia urbana di domenica, di fronte al palazzo del governo, si è protratta per tutto il giorno. E manifestazioni di protesta si sono estese in altre zone della città. 

   Fino a ieri, alcuni quartieri erano chiusi, impossibile raggiungerli, soprattutto a Beirut Ovest. 

   Rabbia e amarezza. Finirà questa vita vissuta a metà? Vogliono davvero trascinare di nuovo il Libano, bello ed evoluto, emancipato e sofisticato, in conflitti assurdi, come tutti i conflitti del resto, e cancellare le vite, le storie, i sacrifici, la voglia di cambiare, crescere e conoscere di tutta questa gente?

immagine presa da facebook


   Il governo non è caduto e apparentemente tutto sembra di nuovo calmo. Ma nessuno sa cosa bolle sottoterra. 

   C’è silenzio, per le strade. Una strana tranquillità. Del resto è stato così anche le altre volte, mi dico. Ho assistito ad altri attentati e guerriglie nel corso di questi anni, ma poi, piano piano si ritornava alla quotidianità. 

   La voglia di vivere, qui, è tanta. 

   Ho letto un articolo molto interessante e ben fatto che racconta tutta la storia recente del Libano. Per chi avesse voglia di leggerlo per approfondire l’argomento e capire qualcosa in più di questi sporchi giochi di potere in Medio Oriente, questo è il link: La mafia uccide. Anche in Libano.

   Mi è piaciuto molto, non solo perché mette nero su bianco tutto quello che è successo in questi ultimi anni qui in Libano, ma anche perché l’autore, Lorenzo Trombetta, chiama finalmente i fatti con il loro nome e cognome. Mafia. 

Perché questo è: MAFIA.

   Buona notte amici. Spero tanto di parlarvi di qualcosa di bello, domani.

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