La guerriglia
urbana di domenica, di fronte al palazzo del governo, si è protratta per tutto
il giorno. E manifestazioni di protesta si sono estese in altre zone della
città.
Fino a ieri,
alcuni quartieri erano chiusi, impossibile raggiungerli, soprattutto a Beirut
Ovest.
Rabbia e
amarezza. Finirà questa vita vissuta a metà? Vogliono davvero trascinare di
nuovo il Libano, bello ed evoluto, emancipato e sofisticato, in conflitti
assurdi, come tutti i conflitti del resto, e cancellare le vite, le storie, i
sacrifici, la voglia di cambiare, crescere e conoscere di tutta questa gente?
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| immagine presa da facebook |
Il governo non
è caduto e apparentemente tutto sembra di nuovo calmo. Ma nessuno sa cosa bolle
sottoterra.
C’è silenzio,
per le strade. Una strana tranquillità. Del resto è stato così anche le altre
volte, mi dico. Ho assistito ad altri attentati e guerriglie nel corso di
questi anni, ma poi, piano piano si ritornava alla quotidianità.
La voglia di
vivere, qui, è tanta.
Ho letto un
articolo molto interessante e ben fatto che racconta tutta la storia recente
del Libano. Per chi avesse voglia di leggerlo per approfondire l’argomento e
capire qualcosa in più di questi sporchi giochi di potere in Medio Oriente,
questo è il link: La mafia uccide. Anche in Libano.
Mi è piaciuto
molto, non solo perché mette nero su bianco tutto quello che è successo in
questi ultimi anni qui in Libano, ma anche perché l’autore, Lorenzo Trombetta, chiama
finalmente i fatti con il loro nome e cognome. Mafia.
Perché questo è: MAFIA.
Buona notte amici. Spero tanto di parlarvi di qualcosa di bello, domani.

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