giovedì 1 marzo 2012

Pedagogia per principianti: il senso di inadeguatezza delle mamme.

   Proprio qualche giorno fa, grazie ad un’ interessante lettura ho finalmente capito che il senso di inadeguatezza tipicamente materno è un ostacolo sormontabile e che, addirittura, potrebbe costituire un formidabile punto di partenza per riflessioni importanti. Per cercare di comprendere di più non solo i bambini, ma anche molto altro.

   Si è trattato di una lettura illuminante che ha avuto il potere di ricondurmi verso quella calma che cominciava a vacillare. Un’energica spinta positiva ad aprire la mente, approfondire, analizzare.
    Mi sono avvicinata agli scritti di John Dewey un po’ per la curiosità verso questa figura di grande rilievo nella storia della pedagogia. Si tratta non solo di un grande filosofo, ma può essere considerato anche uno dei padri della pedagogia intesa come scienza dell’educazione.

   Con lucida intelligenza, la affianca alle altre scienze, in modo da analizzarne con maggiore attenzione le potenzialità, le caratteristiche, le fonti ed i metodi. E, proprio grazie a questo parallelismo arriva a conclusioni importanti e interessanti: non è possibile formulare regole pratiche ben precise (su come comportarsi infallibilmente), neanche quando i fatti vengono analizzati in modo scientifico. Quando vi capiterà di leggere o di ascoltare qualcuno che abbia da proporvi delle verità rivelate su come crescere dei bambini perfetti, su come comportarsi in determinate circostanze, o su come correggere dei cattivi comportamenti, ebbene non credetegli. In questo campo, come un po’ in tutti, non esistono verità assolute, soprattutto perché bisogna tenere conto di numerose ed importantissime variabili.

   Per chiarire questo concetto, Dewey utilizza un esempio perfetto. Ci parla, cioè, di un fabbricante di colori che ottiene dei risultati differenti in laboratorio e in fabbrica. E, invece di rimanere spiazzato, allontanandosi dalla scienza, reagisce in maniera esemplare.

    Egli è conscio che le condizioni delle operazioni nello stabilimento implicano un maggior numero di variabili e di variabili più difficili da controllare, di quante intervengono nelle condizioni dell’esperimento di laboratorio. La divergenza riscontrata (…) gli è perciò di guida per osservare più esattamente, e su più larga scala, tutte le condizioni che influiscono sui suoi risultati. (…) Via via che scopre quali siano i fattori da tenere in considerazione ed in che misura essi influenzino i risultati egli modifica le sue procedure pratiche. Così si ripromette di migliorare l’esercizio del suo complesso.

   In pratica, si serve dei risultati scientifici di laboratorio come punto di partenza per effettuare ulteriori esperimenti sul campo e, dunque, migliorare la sua produzione.



   Una mamma o una brava educatrice dovrebbe prima di tutto comprendere questo. Inutile scoraggiarsi di fronte a comportamenti diversi, a personalità dalle sfaccettature differenti. Inutile insistere con i comportamenti prefissati, quando si untuisce che portano a risultati diversi da quelli previsti. Le variabili che entrano in gioco sono troppe per catalogarle in maniera drastica. Ho capito che l’atteggiamento migliore che io possa assumere di fronte alle differenti personalità dei miei bimbi è quello del fabbricante di colori. Osservare le diverse reazioni di fronte ai metodi educativi a me più congeniali (che non sono quelli classici ;D) e cercare di comprendere le variabili che entrano in gioco, in modo da riuscire ad ottenere i risultati il più possibile vicini a quelli che desidero. Compito difficile, vero. Ma, quantomeno stimolante e dinamico, certamente non passivo. E che, certamente, deve farmi mettere da parte quell’improduttivo senso di inadeguatezza, spingendomi a sperimentare.

2 commenti:

Cristina ha detto...

E più crescono, più è complesso, cara Angela, perchè la loro personalità si sviluppa sempre più e prende la sua strada.. Bella riflessione su cui ulteriormente riflettere. Grazie e buon sabato!

the siren ha detto...

Si Cris, ne sono consapevole. La strada che ho da percorrere è ancora lunga. Spero di essere all'altezza :)